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BRESCIA, LA ‘VITTORIA ALATA’ TORNA IN CITTÀ

DA REGIONE QUASI 200.000 EURO PER LAVORI RESTAURO

 

(mi-lorenteggio.com) Brescia, 19 dicembre 2020 – La Vittoria Alata, una delle più straordinarie statue di epoca romana, ritorna a Brescia dopo due anni di restauro, condotto dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, promosso dal Comune di Brescia, dalla Fondazione Brescia Musei, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Bergamo e Brescia, con il sostegno della Regione Lombardia.

La grande statua in bronzo, simbolo della città di Brescia, amata da Giosuè Carducci che la celebrò nell’ode Alla Vittoria, ammirata da Gabriele d’Annunzio e da Napoleone III che ne vollero una copia, è una delle opere più importanti della romanità per composizione, materiale e conservazione, e uno dei pochi bronzi romani proveniente da scavo giunti fino a noi.

Un evento destinato a valorizzare l’area archeologica Brixia – Parco Archeologico di Brescia Romana con la collocazione del capolavoro bronzeo nel Capitolium in un allestimento museale progettato dall’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg (Santander, 1939) e concepito per esaltare le caratteristiche materiche e formali messe in risalto dalla complessa operazione di restauro.

L’assessore regionale all’Autonomia e Cultura, Stefano Bruno Galli, ha preso parte alla conferenza di presentazione del restauro della ‘Vittoria Alata’ di Brescia.

L’assessore, nel suo intervento in streaming, ha espresso compiacimento “per il ritorno della ‘Vittoria Alata’ presso il Capitolium di Brescia. Integralmente restaurata e riportata al suo originario e bronzeo splendore – ha detto ancora – è una delle icone più ammirate della storia antica di Brescia. Da oggi, queste nobili vestigia della Brixia imperiale, troveranno una collocazione all’altezza della loro rilevanza storica e artistica nella cella orientale del Tempio Capitolino, rivisitata per l’occasione. Con circa 200.000 euro, Regione Lombardia ha sostenuto concretamente e convintamente questo prezioso recupero di una reliquia di inestimabile valore, attraverso un bando dedicato espressamente al miglioramento e alla valorizzazione di sedi, strutture e attrezzature dei siti Unesco lombardi. Come noto, il riconoscimento Unesco quale patrimonio dell’umanità, avvenuto nel 2011, del sito seriale ‘I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)’, interessa una cospicua porzione del centro storico di Brescia, comprendente i resti archeologici e monumentali dell’area del Capitolium e i resti archeologici del complesso monastico di Santa Giulia”.

“Il ritorno della ‘Vittoria Alata’ – ha aggiunto Galli – al suo solenne e suggestivo fulgore, con quella lieve torsione che la rende quasi danzante, avrà effetti incisivi, per i bresciani e per i lombardi, sul senso di appartenenza, sull’identità culturale e sulla comprensione del passato. Ciò rappresenta un valore aggiunto incalcolabile, a maggior ragione in un anno come quello che ci stiamo lasciando alle spalle. Il suo svelamento al pubblico il 17 dicembre ancorché ‘a distanza’, nel rispetto degli attuali protocolli sanitari, celebra degnamente i cento anni dal suo ritorno a Brescia, dopo l’esilio romano forzato per motivi bellici risalenti addirittura al primo conflitto mondiale. Una rinascita che coincide simbolicamente con altri due anniversari significativi per la storia culturale e artistica della città di Brescia. L’anno prossimo, infatti, ricorrono i 195 anni dal ritrovamento della Vittoria bronzea che, smontata, rimase per secoli occultata e al riparo, tra le pieghe del Tempio Capitolino. E sempre nel 2021, ricorre il decimo anniversario del riconoscimento Unesco”.

“Il recupero della ‘Vittoria Alata’ – ha evidenziato l’assessore regionale all’Autonomia e Cultura – con il sostegno operoso di Regione Lombardia, dimostra, una volta di più, l’attenzione che l’istituzione regionale rivolge a Brescia in previsione del 2023, quando sarà capitale della cultura insieme con Bergamo. La ‘Vittoria’ così recuperata incarna sino in fondo tre valori ai quali dovremo necessariamente orientare la ripartenza dei luoghi della cultura, dopo la pandemia. Anzitutto, l’attrattività, che sarà un elemento essenziale sul quale lavorare per riportare i cittadini nei luoghi della cultura. Ciò significa dedicarsi alla revisione, con restauri e ristrutturazioni, delle narrazioni museali consolidate, come in questo caso. Il basamento sul quale poggia la ‘Vittoria Alata’ è inoltre costituito da un cilindro in marmo di Botticino. Anche questo elemento è molto indicativo. Nel futuro si tratterà infatti di lavorare in direzione dei progetti di valorizzazione integrata dell’offerta culturale territoriale. Infine, il rapporto pubblico-privato. Circa la metà dei fondi utilizzati per il restauro e il nuovo posizionamento della ‘Vittoria Alata’ viene dai privati. Attraverso l’Art-bonus, il 51% degli investimenti nella cultura lombarda, a livello regionale, proviene dai privati. Si tratta di un atto di filantropica generosità molto rilevante, che la dice lunga sullo spirito dei protagonisti del capitalismo lombardo. Di fronte a questo dato è fuor di dubbio che sarà necessario impostare un nuovo rapporto fra le istituzioni e i privati, allo scopo di varare delle politiche pubbliche, nel settore della cultura, più incisive”.

Galli in conclusione ha sottolineato che “l’assessorato che ho l’onore di guidare intende proseguire senza esitazioni nella politica di valorizzazione di ogni sito Unesco e dei quasi venti riconoscimenti lombardi complessivi, con il deliberato obiettivo di realizzare, attraverso la rete dei siti Unesco in Lombardia, una sorta di carta d’identità culturale, declinata al plurale, della nostra grande Regione”.

 

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