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Rho. Ordine del giorno contro la violenza sulle donne approvato in Consiglio comunale all’unanimità

Sensibilizzazione del territorio, figure sentinella, informazione e prevenzione

(mi-lorenteggio.com) Rho, 4 dicembre 2023.  Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità, nella seduta del 29 novembre 2023, un ordine del giorno che impegna l’Amministrazione comunale e numerose realtà locali nel contrasto alle violenze contro le donne, fenomeno da cui il territorio di Rho non è esente. L’approvazione ha fatto seguito a un flash mob che ha coinvolto Sindaco, assessori, consiglieri, forze dell’ordine e cittadini, giunti in piazza Visconti per ascoltare la lettura dei nomi delle 108 vittime di questo terribile 2023 e per vivere un minuto di rumore, per indicare che Rho non tace, non si ferma di fronte a questo dramma. La volontà dei consiglieri, grazie al lavoro svolto nei giorni precedenti fra maggioranza e opposizione, si riassume in alcuni punti. L’ordine del giorno impegna l’Amministrazione a:
1 – proseguire la sensibilizzazione dei  cittadini sul tema della violenza maschile contro le donne;
2 – mappare i progetti di educazione  sessuale, di educazione all’affettività, di eliminazione degli stereotipi di genere, considerando i progetti già avviati e da avviare;
3 – sostenere le iniziative per portare adeguati finanziamenti ai centri antiviolenza e alle case rifugio;
4 – promuovere una campagna di sensibilizzazione sul territorio, che includa l’attivazione di seminari o di corsi di formazione aperti al pubblico;
5 – fornire a tutte le agenzie educative strumenti di prevenzione anche al fine di formare figure sentinella che intercettino situazioni di pericolo;
6 – promuovere campagne di informazione plurilingue, facendo conoscere il numero 1522, il signal for help, le reti antiviolenza;
7 – farsi portavoce presso Città Metropolitana, Regione Lombardia e governo per rafforzare la prevenzione. 

L’argomento è stato introdotto in Consiglio Comunale da Yasmine Bale, presidente della Commissione Servizi Sociali, che ha dichiarato di provare parecchia rabbia nei confronti di quanto avvenuto in Italia nelle ultime settimane. “Tutto ancora ci parla della inferiorità  e della marginalità sociale della donna, di un marcato sbilanciamento dei poteri, degli stereotipi, delle discriminazioni diffuse e normalizzate dal controllo sistematico sottotraccia a casa, a scuola, in università – ha esordito Bale – La vicenda di Giulia Cecchettin  ci ha messo  di fronte a quanto non abbiamo voluto vedere fino a oggi: c’è uno squilibrio di potere, una mancanza di relazioni paritarie. Siamo di fronte a una violenza istituzionalizzata: quando Gino Cecchettin ha denunciato la scomparsa della figlia e raccontato i suoi timori rispetto a Filippo Turetta, il verbale ha indicato “allontanamento volontario”. E tante altre donne sono state ignorate, non ascoltate, non credute. Il sistema fa diventare le nostre vite di second’ordine, minimizza, intanto nascono altri figli del patriarcato, i “figli sani”, i “bravi ragazzi” di cui parla la sorella di Giulia”. 

Yasmine Bale ha ricordato che il territorio di Rho non è esente da questo fenomeno: i dati del Centro Antiviolenza Hara parlano di un accesso ogni due giorni, di poco meno di mille donne accolte dal 2018 a oggi e di tre vittime, ultima delle quali Giulia Tramontano a Senago. Nel 70% dei casi si parla di donne italiane, nell’85% dei casi hanno denunciato partner o ex partner. Bale ha evidenziato il lavoro svolto con Christian Colombo, consigliere della Lega, in rappresentanza dell’intera opposizione, per costruire un testo che potesse essere approvato all’unanimità. Obiettivo impegnarsi a costruire una cultura diversa da quella che ora sta prevalendo. 

Christian Colombo ha ribadito come la storia di Giulia Cecchettin abbia scosso le coscienze: “Per lei e per tutte le altre donne uccise l’impegno in difesa di vita e libertà deve essere costante e lungimirante, dobbiamo essere pragmatici e non farci trascinare dall’onda emotiva. Abbiamo limato il testo dell’ordine del giorno perché non possiamo condividere contenuti che mettono tra gli imputati lo Stato, l’unico che può intervenire quando si supera la soglia critica. Dobbiamo vigilare sui reati digitali, favorire figure sentinella come medici, insegnanti, educatori; fare attenzione ai minori coinvolti, perché non ripetano in futuro schemi malati cui hanno assistito. Dobbiamo favorire esperienze che educhino al rispetto dell’altra persona e di se stessi e insegnare il signal for help, che ha salvato tante vite. E’ fondamentale il lavoro di rete costruito negli anni”. 

Il Sindaco Andrea Orlandi ha chiuso il dibattito, prima del voto unanime al testo condiviso, ringraziando il Consiglio comunale per il flash mob, “un bel  messaggio di compattezza, che ha portato a uscire dall’aula, ad andare sulla piazza e aprirsi alla città”.“Questo fenomeno non risparmia nessuno ed è più vicino di quel che si pensasse  – ha detto Orlandi – La prima firmataria delle reti antiviolenza è stata nel 2016 Maria Rita Vergani, ora vicesindaco, e ancora dobbiamo fare tanta strada. Fare rumore ci serve. Ringrazio l’assessorato ai Servizi alla persona e l’assessore Paolo Bianchi, con le assistenti sociali. Ho molto apprezzato che le forze dell’ordine si siano unite a noi nella lettura dei nomi delle vittime, loro sono ogni giorno in prima linea. Ringrazio il Consiglio comunale per questa bella pagina scritta insieme, un passo che fa progredire la comunità”. 

Dal canto suo l’assessore alle Pari Opportunità, Alessandra Borghetti, commenta: “Questo tema deve vederci compatti, dobbiamo tenere alta la guardia perché anche a Rho c’è chi molesta, chi picchia, chi violenta. E chi subisce e non ce la fa più. Dobbiamo incoraggiare le vittime a denunciare e sostenerle nel percorso di rinascita, garantendo tutto l’aiuto possibile”.

V.A.

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