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domenica, Maggio 26, 2024

Proverbio: Aprile fa il fiore e maggio si ha il colore

La Superstrada Ozzero – Magenta penalizza enormemente le Aziende Agricole del territorio

Il 6 Marzo 2024 si è svolta al Tar del Lazio l’udienza sui ricorsi pendenti e verrà riaggiornata tra qualche mese.

(mi-lorenteggio.com) Albairate, 5 aprile 2024.  Le associazioni degli agricoltori più rappresentative del territorio dell’Abbiatense/Magentino, Cia Agricoltori Italiani, Coldiretti e Confagricoltura, preso atto di quanto emerso nella Conferenza di Servizi svolta il 18.01.2023 presso la Regione Lombardia, si uniscono alla Città Metropolitana di Milano, ai Comuni di Albairate e Cassinetta di Lugagnano, al Parco Agricolo Sud Milano, ai Comitati NO Tangenziale, nel ritenere questa infrastruttura eccessiva, gravemente penalizzante per il comparto agricolo e contestata anche da migliaia di cittadini del territorio.

Nell’abbiatense l’agricoltura ha ancora un valore e un ruolo primario. La nostra cultura e le nostre tradizioni sono un’eredità della storia del nostro territorio, con la sua configurazione agricola, il suo ambiente ricco di verde, di acque, di cascine secolari. L’economia agricola, grazie al graduale ricambio generazionale, all’innovazione tecnologica, alla multifunzionalità, rappresenta un punto di forza di questo lembo di terra all’interno del Parco Agricolo Sud Milano e del Parco del Ticino.
Tutto ciò non può essere compromesso e danneggiato da un’infrastruttura pensata su un progetto ormai obsoleto perché concepito più di 20 anni fa. Un progetto che non rispetta i confini naturali delle campagne, che determina un enorme consumo di suolo reso fertile e produttivo dall’instancabile lavoro di generazioni di agricoltori.

La superstrada di collegamento tra Malpensa e Tangenziale Ovest con la Variante Ozzero-Albairate (Tratte A-B-C) sviluppa una lunghezza di 17,6 Km occuperà una superficie totale di 1.277.442 mq (pari a 180 campi di calcio) di cui ben il 94,5 % saranno sottratti a terreni agricoli fertili.
Il suolo è parte dell’ecosistema ed è una risorsa non rinnovabile che concorre alla produzione di cibo, alla sicurezza idrogeologica, alla conservazione della biodiversità, alla mitigazione dei cambiamenti climatici e alla conservazione della qualità paesaggistica. 

A guidare la classifica delle regioni meno virtuose c’è proprio la Lombardia. Se la percentuale di suolo consumato, nel nostro Paese, è in media del 7,1%, da noi è infatti del 12,1%. La nostra regione detiene anche il record dell’incremento maggiore, 883 ettari in più. Seguono Veneto (+684 ettari) ed Emilia Romagna (+658). Una situazione che aumenta la pericolosità idraulica dei territori, soprattutto in caso di piogge torrenziali o alluvioni, e impedisce la ricarica delle falde acquifere.

Le associazioni di categoria sono inoltre preoccupate per la carenza progettistica sulla viabilità alternativa di tipo poderale quale elemento fondamentale per gli agricoltori che, sempre più spesso, sono costretti a percorrere strade su cui insistono anche divieti di circolazione.

L’interruzione di continuità di un fondo nella maggior parte dei casi, produce un danno all’economia dell’azienda non solo per il maggior consumo di carburante ma anche per l’aumento dei tempi di percorrenza e i rischi stradali. Il progetto è tale poi, da non permettere un adeguato utilizzo delle porzioni residue degli appezzamenti interessati dal passaggio della superstrada in quanto non è stato previsto, anche laddove possibile, alcuna lieve modifica dello stesso tracciato. Nel progetto si vengono a creare zone intercluse lungo la nuova viabilità, le cui dimensioni e forme sono tali da non permetterne la coltivazione, con ripercussioni negative sulla sostenibilità economica del fondo agricolo di riferimento. Ulteriore problematica si riscontra nell’impatto che l’infrastruttura avrà sul reticolo irriguo esistente. Il progetto ANAS, infatti, interferisce pesantemente con il sistema Navigli e una serie di rogge e canali. Ancor più preoccupante e difficilmente prevedibili saranno le conseguenze causate dalla tombinatura e deviazione di lunghi tratti di rogge e cavi che fino ad oggi hanno perfettamente garantito l’irrigazione delle nostre campagne ma anche il corretto deflusso delle acque meteoritiche nei periodi di forte piovosità scongiurando di fatto il pericolo di frequenti allagamenti che gravissimi danni arrecano alle comunità locali.

Infine non sono state prese in considerazione le osservazioni proposte inerenti la riqualificazione delle infrastrutture stradali esistenti, e il potenziamento del trasporto pubblico (ferro/gomma/ciclopedonale).
In tutto il mondo si è compreso che la proliferazione del solo trasporto su gomma non è più sostenibile e si cercano modi alternativi per la mobilità di persone e merci, ma da noi la Regione Lombardia ha una visione dello sviluppo rimasta più o meno agli anni Cinquanta, come dimostrato dai fallimenti della sua politica autostradale (Pedemontana, Brebemi, TEEM), senza alcuna attenzione verso il trasporto ferroviario. Di fatto anche il progetto di raddoppio ferroviario tra Albairate e Mortara rimane nel libro dei sogni (è stato recentemente accantonato per mancanza di fondi e rimpalli di responsabilità tra RFI e Regione).

Gli Agricoltori, i Comitati, i Movimenti No Tangenziale e le associazioni ambientaliste e della società civile continueranno ad informare il territorio e a organizzare momenti ed eventi per contrastare l’opera.

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