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OSSERVAZIONI SUL CONTO CONSUNTIVO DELL’ESERCIZIO FINANZIARIO 2005

Ultimo aggiornamento il 13 Febbraio 2007 – 18:23

 Il secondo punto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di questa sera riguarda l’esame e l’approvazione del conto consuntivo dell’esercizio finanziario 2005.
Generalmente si tende a dare una particolare importanza al bilancio di previsione, mentre per il conto consuntivo si ritiene che la sua approvazione costituisca quasi un atto formale, dato che “i giuochi sono stati fatti”, nel senso che quel che è stato fatto o non è stato fatto non consente più alcun rimedio, non consente alcuna via di ritorno, una pur minima via d’uscita.
Ma non è proprio così.
Secondo il mio parere, invece, il conto consuntivo riveste grande importanza amministrativa e politica in quanto costituisce il documento che promuove o boccia la maggioranza che amministra il nostro Ente, costituisce la cartina di tornasole da cui traspare l’impegno, la fatica nella realizzazione dei progetti, costituisce il documento che individua lo stato di salute economico finanziario dell’Ente, costituisce il documento che indica agli organi amministrativi gli indirizzi futuri su cui basare la propria azione politica, attraverso un’attenta e corretta analisi degli eventuali errori compiuti o esperienze positive sperimentate.
Dopo aver esaminato con interesse gli atti del Conto Consuntivo, pervenuti questa volta ai consiglieri di minoranza nei termini di legge, sento doveroso bocciare senza appello l’operato dell’attuale maggioranza di centro sinistra che amministra il nostro Ente in quanto questa sera viene presentato al Consiglio Comunale per la sua approvazione il risultato della gestione 2005 o rendiconto 2005 assolutamente privo di alcuna rilevanza sostanziale tale da propiziare un mio giudizio favorevole.
Il Conto Consuntivo 2005, così come tutti gli altri Conti Consuntivi da un decennio a questa parte, infatti, continua a sprigionare tutta la sua valenza solo nell’ordinaria amministrazione, quale il pagamento degli stipendi del personale e/o il pagamento di spese per servizi di vitale urgenza ed importanza per la comunità cesanese.
Un Conto Consuntivo 2005, così come tutti gli altri Conti Consuntivi da un decennio a questa parte, sottoposto ad una drastica cura di dimagrimento di ben 3.167.000,00 euro rispetto al suo corrispondente Bilancio di Previsione, cura questa che si è rivelata necessaria ed indispensabile per tenerlo in vita durante l’anno scorso, senza porsi in contrasto, sia con le effettive capacità di finanziamento del nostro Ente Comunale, sia con le limitazioni imposte dalla legge finanziaria dello stato.
Un esercizio finanziario 2005 durante il quale l’attuale maggioranza di centro sinistra non è stata in grado di realizzare, ancora una volta, le opere programmate con tanta enfasi nel suo corrispondente Bilancio di Previsione.
Un Conto Consuntivo 2005, così come tutti gli altri Conti Consuntivi da un decennio a questa parte, che lascia appese al chiodo opere per circa 6.000.000,00 di euro, a cui vanno ad aggiungersi quelle programmate nell’anno in corso.
Un Conto Consuntivo 2005, così come tutti gli altri Conti Consuntivi da un decennio a questa parte, i cui indicatori finanziari mettono in evidenza i seguenti dati negativi:
– la pressione delle entrate pro capite è passata da €. 373,17 dell’anno 2000 a €. 672,10 dell’anno 2005;
– la pressione tributaria pro capite è passata da €. 267,88 dell’anno 2000 a €. 432,55 dell’anno 2005;
– il grado di rigidità strutturale si aggira intorno al 40%;
– il grado di rigidità per indebitamento è dell’10,40%;
– l’indebitamento pro capite è passato da €. 418.17 dell’anno 2000 a €. 781,53 dell’anno 2005;
– la propensione all’investimento è in discesa libera dal 26,12% del 2003 (parentesi elettorale), è passata al 17,35% del 2004 e al 16,41% del 2005;
– come pure l’investimento pro capite che da €. 238,35 del 2003 (parentesi elettorale) è sceso a €. 151,12 del 2004, a €. 147,72 del 2005.
Dati questi che, come più volte avrò avuto modo di ripetere in quest’aula, stridono con la virtuosità sancita per legge di cui si vanta l’Amministrazione Comunale, dati questi che impietosamente puntano il dito sullo stato di malessere economico-finanziario del nostro Ente, specie se si considera che a fronte di un aumento dell’indebitamento pro capite, corrisponde una drastica riduzione della propensione all’investimento sia generale che pro capite.
Elementi questi che hanno spinto l’attuale maggioranza di centro sinistra a ricorrere con la massima urgenza al toccasana della costituzione di una Società patrimoniale, che, secondo il mio parere, non sortirà alcun effetto positivo sui conti del nostro Comune, bensì avrà soltanto il potere di spostare l’indebitamento fuori dal controllo dell’Ente locale, affidandolo ad una Società Patrimoniale che avrà la facoltà di agire fuori da ogni condizionamento posto dalle leggi finanziarie.
L’indebitamento attuale e l’eventuale ulteriore indebitamento futuro, vi assicuro, resteranno a carico dei cesanesi.
Mi permetto di far notare all’attento e scrupoloso Consigliere Walter Zucchelli, che in occasione dell’unica commissione economica fatta sull’argomento ha puntato il dito sull’indebitamento pro capite di €.718,24, che l’importo corretto dell’indebitamento pro capite di ciascun cesanese è al 31/12/2005 di €.781,53, contrariamente a quanto riportato a pag.96 della Relazione Tecnica del Conto Consuntivo, in quanto, sicuramente per errore, in detta pagina è stato riportato il debito residuo mutuo al 31/12/2004 che era di €.16.978.253,77 anzicchè quello relativo all’anno 2005 che è di €.18.474.552,45.
L’indebitamento pro capite, secondo le previsioni, raggiungerà €.1.000,00 per ciascun cesanese al 31/12/2006.
Inoltre, non di poco conto è il dato negativo del disavanzo di €.402.607,06 indicato a pag. 2 della Relazione Tecnica al Rendiconto della Gestione.
Molte perplessità sorgono in relazione al fatto che il programma più consistente è quello relativo alle strategie di Governo ed Organizzazione, che, assorbendo risorse per circa 5.000.000,00 di euro, e mortificando gli altri programmi, conferma la volontà politica dell’amministrazione comunale di investire ingenti risorse a favore di una maggiore burocratizzazione dell’Ente, a discapito di un suo salutare snellimento.
Come pure molte perplessità sorgono dal fatto che i ricavi per i servizi pubblici a domanda individuale non coprono i costi se non in ragione del 61,00%, chiudendo, nel 2005, con una perdita di oltre un milione di euro che va a sacrificare altre risorse generali, che potevano essere utilizzate, invece, per realizzare altri progetti.
Particolare rilevanza ha assunto la bassa percentuale di copertura 43,68 relativa alla Scuola Civica di Musica, che, senza nulla togliere alla apprezzabile sua valenza culturale e sociale, a fronte di costi per €.224.691,00 ha avuto ricavi soltanto per €.98.154,04 con una perdita secca di oltre 125.000,00 euro.
Mi chiedo e vi chiedo quanti sono i frequentanti la Scuola civica di Musica residenti in altri comuni, e se vi sono elementi di efficacia, di efficienza ed economicità o di opportunità tali da giustificare una perdita così consistente, che appesantisce i conti del nostro Ente ed il carico fiscale dei cesanesi.
Sulla accertata scarsa copertura economica dei servizi a domanda individuale mi sembra che la Corte dei Conti non sia poi così tanto tenera.
A proposito della Scuola Civica di Musica, al Consigliere Salvatore Ariemma, che durante la manifestazione del 25 aprile scorso, mi faceva orgogliosamente notare che finalmente il nostro Ente Comunale ha risparmiato il costo dell’intervento di una banda musicale esterna, al Consigliere Ariemma dicevo metto in rilievo che con un importo di 125.000,00 euro si sarebbe potuta far intervenire una banda musicale, non voglio esagerare, per almeno 40 volte in altrettante manifestazioni.
Riguardo alla manifestazione del 25 aprile, con grande preoccupazione ho avvertito il gravissimo disagio dovuto al fatto che il giorno commemorativo della liberazione dal nazifascismo, sia stato trasformato con animosità eccessiva in festa dell’Unità ed in propaganda politica, in barba agli appelli di moderazione e pacificazione sociale propiziati dal Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi, e, cosa ancora più grave, è che ciò sia avvenuto con il contributo economico della nostra amministrazione comunale e quindi dei cesanesi, consistente anche in prestazioni di servizi e strutture del nostro Ente messe a disposizione in occasione di tale manifestazione, contributo della cui legittimità mi riservo di discuterne in occasione dell’approvazione del Conto Consuntivo dell’esercizio finanziario 2006.
Segnalo, inoltre, con preoccupazione che due parametri su otto, da considerare per l’individuazione delle condizioni strutturalmente deficitarie (allegato b alla Relazione del Collegio dei Revisori), sono il primo discordante ed il secondo negativo e precisamente:
– il volume dei residui attivi di fine esercizio proveniente dalla gestione di competenza, con esclusione di quelli relativi all’ICI ed ai trasferimenti erariali, è superiore al 21% delle entrate correnti di cui ai titoli I, II e III nell’anno 2004 e per poco non supera tale soglia nell’anno 2005;
– il volume dei residui passivi di fine esercizio provenienti dalla gestione di competenza delle spese correnti è superiore al 27% delle spese di cui al titolo I della spesa sia nell’anno 2004 che 2005.
A riguardo, anche quest’anno, il Collegio dei Revisori a pag. 14 così si esprime:
“Dalla verifica effettuata nei residui attivi, il Collegio ha rivelato che vi sono residui attivi provenienti dagli anni 2004 e precedenti che hanno sì sussistenza della ragione del credito ma su cui si raccomandano gli uffici responsabili di procedere entro il 31/08 del corrente anno al recupero delle somme scritte al fine di non inficiare il parere sugli equilibri di bilancio 2006”.
Nel condividere pienamente la preoccupazione espressa dal Collegio dei Revisori, secondo cui non è possibile fondare alcuna certezza di Bilancio facendo affidamento solo su un’ingente somma di residui attivi per far fronte ad un’ingente somma di pagamenti di residui passivi, aggiungo che mentre i residui passivi accertati sono e debbono essere pagati ai rispettivi creditori, non altrettanto si può dire dei residui attivi, di cui ancor oggi non si ha la certezza del loro recupero, residui attivi che ammontano a €.10.476.491,61, nonostante la riduzione subita nell’anno 2005 rispetto all’anno 2004.
A buon ragione il Collegio dei Revisori teme che il mancato recupero dei residui attivi possa effettivamente inficiare l’equilibrio del Bilancio 2006.
E mentre i parametri relativi ai residui attivi e passivi sono negativi e discordanti, in una sola parola evidenziano il grave malessere dei conti del nostro Ente, gli altri indicatori finanziari sopra menzionati, pur rientrando nei limiti della norma, vivono in uno stato di estrema sofferenza.

I dati e i relativi commenti sopra esposti non lasciano alcun dubbio sulla criticità della situazione economico finanziaria dell’Ente, che necessita di una cura immediata capace di snellire la macchina comunale, capace di ricercare delle economie attraverso le quali si possa invertire la rotta dell’indebitamento.
Ma non è tutto.
Alla criticità economico-finanziaria si aggiungono i numerosi problemi mai risolti, aggravati da una politica ventennale disastrosa (si pensi soltanto ai centri commerciali ed al conseguente collasso della viabilità lungo l’arteria della nuova vigevanese), aggravati da una attività politico-amministrativa scarsamente significativa, impantanata nei terreni paludosi di Agenda 21, fino ad oggi poco proficua, imbrigliata nella burocrazia della macchina comunale, incapace nel programmare e ancor di più incapace nel realizzare, maestra nell’inserire in ogni Bilancio Preventivo opere che sistematicamente non vengono realizzate, una attività politico-amministrativa assente, sorda, distratta, impaurita, una attività politico-amministrativa ripetitiva che da anni programma ed elenca le stesse opere sulle varie Relazioni Previsionali o sulle varie Relazioni al Rendiconto della gestione fino al punto, in certi casi, di dimenticare di dover sostituire e/o modificare almeno la data e/o l’anno di riferimento, incorrendo conseguentemente in gravi errori di copiatura.
Tutto ciò emerge dal confronto delle varie relazioni.
Solo a titolo esemplificativo, infatti, diventa significativo e confermativo di quanto appena detto che a pag.52 della Relazione Previsionale anni 2006/2008, 8° cpv si legga: “A seguito del finanziamento ottenuto dal Ministero per la costituzione di una Società di Trasformazione Urbana in attuazione dell’art.120 del D.lgs. 267/2000, finalizzata alla riqualificazione dell’ambito territoriale sud-ovest di Milano, con la partecipazione dei comuni di Corsico, Trezzano e Milano, nel corso del 2005 ( trattasi di previsione anni 2006/2008) proseguirà e si completerà lo studio di prefattibilità urbanistica dell’area sopra descritta, attraverso tavoli tecnici e politici tra le amministrazioni interessate e la Società incaricata per lo studio di fattibilità, ecc. ecc.”.
Dello stesso progetto e con le stesse parole se ne parla anche al:
– cpv. 2 di pag.58 della Relazione al Rendiconto della Gestione 2005;
– al cpv.6 di pag.49 della Relazione Previsionale 2005/2007;
– al cpv.4 di pag.56 della Relazione al Rendiconto della Gestione 2004;
– al cpv.2 di pag.53 della Relazione Previsionale 2004/2006;
– al cpv.3 di pag.48 della Relazione Previsionale 2003/2005;
– al cpv.3 di pag.48 della Relazione Previsionale 2002/2004.
Gli stessi esercizi di copiatura, i così detti copia-incolla, sono stati eseguiti per tanti altri progetti, quali la piscina, il cimitero, il municipio, la piccola tangenziale da e per Muggiano, la cui realizzazione così come progettata senza alcuna previsione di attuazione di un necessario raccordo con la via Galvani di Corsico, potrebbe portare più danni alla viabilità del quartiere Tessera ormai collassata, che vantaggi alla circolazione del Centro; tanti altri progetti trascritti con lo stesso metodo copia-incolla quale il raddoppio della ferrovia Milano-Mortara, il progetto dell’area Pasubio, le piste ciclopedonabili, i trasporti pubblici, ecc. ecc., progetti di cui si trovano cenni storici fin dai tempi più antichi ed a cui, comunque, l’attuale amministrazione di centro sinistra che da anni amministra il nostro Ente Comunale non ha lesinato un po’ di gloria riservando ai diversi progetti un posto di una certa rilevanza negli annali delle Relazioni Previsionali e negli annali delle Relazioni al Rendiconto delle Gestioni, per essere conservati nella futura memoria dei cesanesi come opere fortemente volute, ma irrimediabilmente rimaste incompiute.

Vincenzo Bongiorno
Consigliere di Forza Italia

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