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Droga. Moratti: “Fallita ipotesi di contenimento del danno”

Ultimo aggiornamento il 11 Maggio 2007 – 19:58

Milano 11 maggio 2007 –  “Il problema di fronte al quale ci troviamo assume, di anno in anno, connotazioni sempre più gravi”.
Davanti alla platea dei Sindaci provenienti da 30 Paesi di tutta Europa raccolti nell’Assemblea del network ECAD (European Cities Against Drugs), Letizia Moratti ha portato alcuni dei dati sulla diffusione di cocaina in Italia:
– 700.000 sono gli utilizzatori abituali;
– il 7% della popolazione ne ha fatto uso almeno una volta;
– il 15 % delle persone assistite dai servizi pubblici è in cura per dipendenza da questa sostanza.
“Secondo una ricerca dell’istituto farmacologico Mario Negri – ha sottolineato il Sindaco di Milano – nella mia città il 4% degli abitanti tra 15 e 34 anni consumerebbe abitualmente cocaina. E secondo proiezioni effettuate dal Dipartimento contro le tossicodipendenze nel 2009 il consumo di questa droga aumenterà fra il 40 e il 50%. Non parlo di cannabis, che ha numeri molto maggiori e una diffusione capillare tra i giovanissimi, o di ecstasy e metanfetamine, in forte ascesa, o di eroina, che continua a mietere vittime e a restare, largamente, la droga “storica” trattata dai servizi pubblici e privati di Milano e, credo, di tutte le nostre città”.

“La legge del 1990 ha dunque mostrato la necessità di un ulteriore, deciso passo in avanti” – ha detto il Sindaco Moratti. “In particolare, occorre prendere atto del fallimento di un’idea di “controllo sociale del fenomeno” fondata sul presupposto della “riduzione del danno”. Si tratta di un’impostazione dal respiro irrimediabilmente corto, e che non regge le sfide legate alle profonde trasformazioni dell’ultimo decennio. A partire dalla maggiore varietà e diversificazione delle sostanze consumate, dalla pluralità della estrazione sociale dei consumatori, le diverse fasce di età (la droga diviene sempre più un drammatico fenomeno intergenerazionale), per arrivare al fatto che spesso i consumatori vivono in contesti familiari che giudicheremmo “normali” e, infine, alla percezione e alle rappresentazioni diffuse del fenomeno”.

“Il mercato delle droghe – ha spiegato – trova ormai clienti in tutti gli ambiti sociali e in tutte le fasce di età: questa criticità si aggiunge al problema dell’avvicendamento di una droga con un’altra (dall’eroina alla cocaina, passando per la cannabis, l’ecstasy, le metanfetamine, l’alcol e tenendo presente che difficilmente si abusa di un’unica sostanza)”.
“Gli allarmismi – è la conclusione di Letizia Moratti – sono inutili e non risolvono il problema. Dobbiamo promuovere un rinnovato percorso di consapevolezza per attualizzare la riflessione sulla diffusione delle droghe e farla emergere come una grande questione sociale, evitando letture minimaliste del dramma”.

Redazione

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