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8 MAGGIO - FESTA DELLA MAMMA

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Con il Live Earth si incomincia da Vanzago per salvare l’oasi del WWF

Ultimo aggiornamento il 6 Luglio 2007 – 17:29

(mi-lorenteggio.com)  Milano 08 luglio 2007 –   Si è concluso, il Live Earth, giorno del mega concerto della durata di 24 ore, che si svolto in 7 diverse città del pianeta e in  Antartide. Un cast globale con oltre 150 artisti che hanno attirato a oltre 2 miliardi di persone per sensibilizzare l’opinione pubblica a salvare il pianeta sui pericoli derivati dai cambiamenti climatici. La manifestazione, oltre che alla sensibilizzazione al problema, punta ad ottenere azioni concrete per proteggere il pianeta Terra in quanto i cambiamenti climatici, provocati principalmente dalle attività umane, e i loro impatti sugli ecosistemi terrestri sono considerati dalla comunità scientifica internazionale la più grave minaccia per il Pianeta. 

L´evento, promosso dall´organizzazione omonima, insieme ad altre  associazioni e governi, è stato fortemente voluto da Al Gore, presidente dell’Alleanza per la protezione del Clima, e rientra nel progetto "Sos (Save Our Selves) – Campagna per un clima in crisi".

Naturalmente, il Live Heart è il punto di inizio della campagna, non è un evento fine a se stesso; per quanto concerne l’Italia, il primo progetto riguarda  un’oasi sita nell’area metropolitana milanese, nel nord ovest milanese, unica nel suo genere.

Per trasformare in un’azione concreta e italiana la mobilitazione che partirà da tutto il mondo in occasione del Live Earth, il WWF Italia, impegnato da anni a promuovere il taglio delle emissioni di anidride carbonica e un’azione globale sul clima e nella campagna per l’efficienza energetica GenerAzione Clima, e RDS hanno scelto di lanciare insieme una grande campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi. Obiettivo: “salvare un’Oasi” per combattere l’effetto serra e la crisi del clima.

Il Bosco di Vanzago è uno degli ultimi boschi di pianura sopravvissuti in Italia. Si trova ai margini del cosiddetto Pinalto Milanese, un tratto di Lombardia denominato “Pianura Asciutta” perché curiosamente povero di acque di superficie e con falde profonde, e per la sua posizione geografica può essere considerata come la riserva di acqua, ossigeno e natura di Milano, distante solo pochi chilometri, la cui area è una delle più cementificate ed inquinate del nostro paese. Il Bosco occupa 80 dei 143 ettari dell’Oasi WWF, che ospita anche un Centro Recupero Animali Selvatici (C.R.A.S.), abilitato ad accogliere e curare mammiferi, uccelli, rettili ed anfibi.

In queste terre una volta c’era un buona piovosità, ma oggi la riduzione delle precipitazioni dovuta ai cambiamenti climatici e l’aumentata richiesta di acqua da parte dell’agricoltura ha provocato una scarsità generale di risorse idriche che sta portando a un progressivo indebolimento dell’ecosistema presente nell’area.

COSA LO RENDE IMPORTANTE

1- La varietà e la ricchezza di biodiversità: si tratta di un bosco d’alto fusto, con due grandi specchi d’acqua e tre lanche circondate da aree coltivate, un vero e proprio mosaico i cui tasselli sono separati da sieponi, macchie, canali, fasce erborate… Nel bacino del Lago Nuovo, dal quale emerge un isolotto colonizzato da ontani, salici bianchi e da un fitto canneto, si sviluppa la vegetazione palustre. Il Lago Vecchio, invece, ha acque più ossigenate e ospita diverse specie di pesci d’acqua dolce, tra cui lucci, tinche, pesci persici.
2- Una finestra sul passato: è uno specchio dell’ambiente padano nell’Ottocento, dove sopravvivono roveri secolari, farnie, olmi, aceri campestri, carpini bianchi, tigli, ciliegi selvatici e castagni.
3- I profumi: mughetto e pervinca, nella stagione di fioritura del sottobosco, rendono il profumo di questa Oasi indimenticabile.
4- L’acqua: al bosco si alternano 12 ettari di specchi d’acqua di varia profondità, poiché l’Oasi è attraversata dalla rete irrigua del Canale Villoresi che deriva le sue acque dal fiume Ticino.
5- Le coltivazioni: la campagna della fascia più esterna è ricca di prati stabili, di siepi, filari, fasce alberate. Le attività dell’uomo fanno parte di questo ambiente, che racconta un messaggio di “pace e armonia” tra uomo e natura.
6- Gli animali: Negli anni in quest’area sono tornati spontaneamente il tasso, la volpe e la faina. Tra le 123 specie di uccelli presenti o di passaggio nell’Oasi l’astore è il rapace più prezioso. 53 di queste specie vi nidificano.
7- Il Centro di Recupero Animali Selvatici: un vero e proprio ospedale che accoglie animali in difficoltà o feriti, curati dai veterinari del WWF e poi, una volta ristabiliti, liberati nel loro ambiente naturale.

PERCHE’ E’ IN DIFFICOLTA’

1- I mutamenti climatici: le scarse precipitazioni hanno portato ad un impoverimento della falda acquifera, i terreni agricoli circostanti pompano sempre più acqua e gli alberi con le radici poco profonde o ridotte fanno sempre più fatica a dotarsi di acqua.
2- Frammentazione: il bosco ha piccoli rivoli di verde che cercano di estendersi tutto intorno al bosco, ma tutto intorno a Milano il territorio è un intrico di strade, cemento… La frammentazione è uno dei danni più gravi per l’ambiente: le specie animali non possono spostarsi, restano isolate in piccoli blocchi di verde, mentre i boschi hanno più difficoltà a sopravvivere se non sono collegati tra loro. Più un bosco è diversificato e complesso e più è ricco di vita… e più è in grado di dare cibo e rifugio agli animali e ossigeno per l’uomo.
3- Introduzione di specie aliene: le specie alloctone, cioè estranee ai luoghi, nel tempo si sono diffuse sottraendo spazio a quelle originarie.
4- Animali in pericolo: centinaia di specie animali vengono ricoverate nel Cras caduti dai nidi o investite dalle auto. Tra l’altro le province di Varese, Lecco, Como e di Milano sono particolarmente critiche per quanto riguarda il bracconaggio.

COSA VERRA’ FATTO GRAZIE ALLA RACCOLTA FONDI

Servono 200.000 euro per poter realizzare una serie di interventi di urgenza:
– piantare alberi e siepi all’interno dell’Oasi
– ampliare il bosco dell’Oasi
– creare dei corridoi verdi per collegare le aree boschive
– aiutare il centro di recupero animali selvatici

Con i primi 50.000 euro:
1- Piantumazione di 8500 alberi e 2800 siepi. Oltre 50.000 metri quadri di verde.
2- Creazione di almeno 2 corridoi faunistici con altri 2000 alberi
3- Cura del bosco, sfoltendo le aree degradate e riportandolo a condizioni di naturalità

Se si arriva  a 100.000 euro:
1- “Casa degli aironi”, per favorirne la nidificazione
2- 3 radure per i caprioli
3- Rafforzamento dei confini dell’Oasi con impianto di specie arbustive ed arboree
4- 150 cassette nido per l’avifauna.
5- 50 mangiatoie in legno
6- Piccoli interventi di recupero del paesaggio naturale

Se arriva a 150.000 euro:
1- Risanamento del Centro di Recupero Animali Selvatici
2- Giardino delle farfalle per consentirne la sosta e la riproduzione
3- Educazione ambientale nell’Oasi, con focus sui cambiamenti climatici e l’energia rinnovabile
4- Interventi di efficienza energetica nell’Oasi.

Se arriviamo a 200.000 euro:
1- Progetto per far ritornare la cicogna bianca a nidificare nel bosco “antico” di Vanzago

BREVE STORIA DELL’OASI

Il presidente di RDS, Dr Eduardo Montefusco, durante la presentazione del progetto

Far rinascere questo bosco sarà il primo passo concreto di un percorso che RDS e WWF realizzeranno insieme per frenare i fenomeni legati ai cambiamenti climatici che interferiscono con il naturale sviluppo degli ecosistemi. E grazie agli ascoltatori di RDS, l’Oasi WWF-RDS diventerà un luogo paradigmatico, patrimonio di tutti, simbolo di quanto ognuno di noi può fare nel concreto per la natura, fino a diventare una sorta di “Laboratorio Italiano sul Clima”.

Per la prima, volta inoltre, verrà utilizzato il Pixelman, una sorta di uomo-sandwich del 2000 tecnologizzato, che girerà all’interno dell’oasi e in altre parti della città con l’intento di mostrare grazie a filmati video il progetto.

Il pixelman, che mostrerà per l’oasi, grazie a filmati, il progetto

Sempre, ieri, in Italia, nel pre-show del concerto di Vasco Rossi a Messina, RDS ha introdotto Barbara Franco, delegato italiano del WWF Italia per il Live Earth, che ha letto il messaggio comune, tradotto in tutte le lingue del pianeta per raggiungere gli oltre 2 miliardi di persone, soprattutto giovani, coinvolte attraverso la musica alla salvaguardia dell’ecosistema planetario. Rds, titolare dei diritti in esclusiva radiofonici dell’evento,  è stata  presente a tutti i concerti del live earth con 150 ascoltatori e 8 tra speaker e giornalisti per raccontare in diretta le emozioni della musica per salvare il pianeta.

COME CONTRIBUIRE A SALVARE L’OASI:

DALL’8 LUGLIO ALL’8 AGOSTO 2007 DONA 1 EURO MANDANDO UN SMS AL NUMERO 48585 O 2 EURO CHIAMANDO DAL TELEFONO FISSO.

Vittorio Aggio + agenzie

 IN ARCHIVIO

http://www.mi-lorenteggio.com/oasiwwfvanzago.htm

Teatro delle cacce medievali dei Visconti e degli Sforza, nel ‘900 divenne una vera e propria Riserva di Caccia, finché Ulisse Cantoni, cacciatore d’antica tradizione, appese il fucile al chiodo, si affezionò al bosco e infine coinvolse il WWF per continuare quella missione di salvaguardia che lo aveva appassionato per tanti anni. Nel 1977 il commendatore Cantoni lasciò in eredità al WWF Italia il bosco di Vanzago, perché diventasse un’area protetta e un luogo di studio per promuovere l’educazione e la cultura ambientale.

L’Oasi WWF di Vanzago, quindi, è uno degli ultimi lembi intatti di bosco di pianura presente in Italia, ma è in uno stato di grave sofferenza a causa dell’inquinamento e dei cambiamenti del clima. Il contributo degli ascoltatori di RDS servirà a piantare 10.000 alberi, ampliare l’area boschiva di Vanzago collegandola ai boschi vicini, cercando di favorire così l’adattamento ai mutamenti climatici e, in un secondo tempo, mettere in efficienza tutte le strutture dell’oasi, per contribuire a tagliare le emissioni di CO2.

“Fino a ieri il vero nemico era il freddo: – commenta Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia – la piccola fiammiferaia, la ritirata di Russia, i geloni, gli spifferi, “un carattere freddo”, le fredde accoglienze. L’amico invece era il caldo: le calorose effusioni, i caldi abbracci, il tepore della casa, ‘me ne sto al calduccio’… Oggi le cose sono cambiate e il riscaldamento globale è una seria minaccia alla sopravvivenza del pianeta e anche della nostra specie. Il WWF è da anni impegnato a livello mondiale contro i cambiamenti climatici, ma accanto alle grandi campagne planetarie resta sempre e soprattutto l’associazione delle cose concrete. E le oasi sono, in Italia, il nostro progetto più concreto. Anche nelle oasi l’impatto del clima si è fatto sentire, ma grazie agli amici di RDS siamo forse riusciti a trovare una prima soluzione: recuperare un tassello della nostra splendida e importantissima Natura, una speranza che con l’aiuto di tutti può diventare realtà. Un gesto concreto, che il WWF restituirà alla collettività mettendo l’oasi a patrimonio di tutti.”

“La musica è senz’altro un linguaggio universale, comprensibile, immediato; che facilita la socializzazione e l’instaurazione di rapporti, che fa parlare la gente alla gente.” – Afferma Eduardo Montefusco, Presidente di RDS –
“Noi ci gioviamo della musica per realizzare questo rapporto, per stabilire col pubblico un’intesa, una sintonia in cui l’ascoltatore trova nella radio ciò che cerca, che desidera, che lo soddisfa, e la radio trova a sua volta nell’ascoltatore il suo interlocutore ideale, in una sorta di amichevole empatia il cui risultato è, in questo caso, incoraggiare la cultura della solidarietà come valore.” – Prosegue Montefusco – “Dal 2005 RDS si è impegnata attivamente in operazioni di Corporate Social Responsibility come questa con il WWF e i nostri ascoltatori hanno sempre risposto con grande entusiasmo e partecipazione. Il nostro obiettivo è quello di raccogliere 200 mila euro tra l’8 luglio e l’8 agosto, attraverso l’invio di sms solidali da tutta Italia per concretizzare un progetto che parte da Milano ma che coinvolgerà nei prossimi 3 anni molte delle nostre città.”

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