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Trezzano s/N: Cavo Lisone: "Basta rinvii!"

Trezzano sul Naviglio (8 ottobre 2007) – “L’inquinamento del cavo Lisone è un problema che va affrontato, perché per troppo tempo è stato rimandato, senza che siano state elaborate ipotesi di intervento”: il sindaco Liana Scundi ha proposto alla sua Giunta di affidare un incarico affinché venga predisposta una relazione tecnico scientifica a esperti che possano prospettare possibili soluzioni.

“Le alternative sono diverse – spiega il sindaco – e richiedono investimenti che variano da 300 a 900 mila euro per un tratto di poco superiore ai 650 metri. Purtroppo il problema si trascina da vent’anni e, al di là di ogni polemica e strumentalizzazione politica, la cosa vera è che bisogna risolverlo. Non è mai stato affrontato con determinazione neanche da quegli ex amministratori presenti nelle precedenti Giunte e che vivono in quella zona”.

Secondo le prime valutazioni, l’intervento che eseguirà Rfi in seguito alle richieste del sindaco Scundi nell’ambito del progetto di raddoppio della linea ferroviaria permetterà di risolvere, almeno parzialmente, il problema degli scarichi fognari. Infatti, in seguito alle ispezioni della rete eseguite dall’assessorato all’Ambiente, risulta che all’altezza di via Galimberti, verso il vecchio casello ferroviario, vi siano due punti in cui i reflui finiscono nel cavo. Saranno sistemati da Rfi. Un intervento che, con molta probabilità, riuscirà a ripulire il cavo che riceve acqua pulita dai fontanili che confluiscono nella roggia Barona.

Il tratto da sistemare corre per circa 298 metri lungo le proprietà private e per 398 lungo quelle pubbliche.

“Il cavo Lisone aveva la sua testa – spiega l’assessore Oliviero Camisani – più o meno all’altezza di via Fleming ricevendo le acque di sfogo di via Leonardo da Vinci e della roggia Barona, proveniente da un fontanile di Cusago. Nei mesi scorsi, abbiamo eseguito ispezioni mirate in tutta la rete, individuando i punti critici. Rimane il problema delle sponde del cavo nel tratto che scorre vicino alle abitazioni, perché il taglio degli alberi le ha indebolite. Inoltre il cavo Borromeo, parallelo al Lisone, rischia spesso di esondare. Mi sembra un po’ paradossale che oggi ci si accusi di immobilismo, dopo tutto quello che stiamo facendo, recuperando il tempo perso. Visto che sulle sponde del cavo Lisone hanno la loro abitazione ben due ex vicesindaco, entrambi di Alleanza nazionale”.

Redazione

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