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Proverbio: Aprile fa il fiore e maggio si ha il colore

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Principia Bruna Rosco in favore della causa di Telethon

(mi-lorenteggio.com) Cesano Boscone, 19 dicembre 2007 – In occasione della Maratona di Telethon avvenuta nei giorni 14 e 15 dicembre 2007, la Banca Nazionale del Lavoro – Gruppo BNP PARIBAS – Ag.11 di Milano ha tenuto la Personale di Pittura di Principia Bruna Rosco a favore della causa TELETHON. Tutta la manifestazione è stata mirabilmente curata e seguita dal Direttore dell’Agenzia dott. Roberto Pinotti e dal collaboratore dott. Giorgio Braccini. A tale evento hanno partecipato la musicista Alice Berardini Pini col dolce suono dell’arpa; Michele Caccamo, noto poeta che si integra nella Milano di oggi con l’energia gradevole dei calabresi, venuto appositamente dalla Calabria per farci conoscere il suo ultimo libro di poesie Chi mi spazierà il mare, presentato dalla bella Silvia Muciaccia, unitamente alla recitazione delle poesie da parte della brava attrice Paola Virgili Zanelli; il dott. Otmaro Maestrini, ideatore della famosa Agenda dei Poeti e titolare della Casa Editrice OTMA di Milano, ha presentato i suoi poeti, che hanno recitato le loro poesie.

 Nel corso della mostra, Principia Bruna Rosco ha tenuto a presentare il libro Il metodo G.C. – L’Antinfiammatorio Tendineo di Giuseppe Colombo, inventore del metodo che ci introduce nei meandri della medicina alternativa. La Manifestazione è stata visitata dai massimi dirigenti della B.N.L., fra questi, il Dott. Luigi Moramarco e la dott.ssa Valeria Luinetti. Sono intervenuti molti personaggi di spicco come il simpatico Carlo Pipitone, sosia di Celentano, che ha dato un saggio della sua bravura – applaudito con entusiasmo ha riscosso un grande successo – e il noto cantautore Alberto Fortis, sensibile alla poesia, che ha parlato d’amore, rafforzando il personaggio del poeta Michele Caccamo. Inoltre, è gradevolmente intervenuto, elargendo simpatia a tutti i presenti, l’Assessore alla Moda e al Turismo della Provincia di Milano Antonio Oliverio che, nei confronti dell’artista, si è così espresso: Visto il nome dell’artista, che esiste nell’ambito dell’arte pittorica moderna e contemporanea da molto tempo, bisogna dire che nella sua tendenza biomorfica e fantastica del contemporaneo, ha tutti gli elementi compositivi nella catarsi obiettiva della forma nel segno dell’Espressionismo. Donna caparbia, dal carattere forte e battagliero, appassionata, dotata di una singolare personalità e di un evidente talento artistico, persegue il suo percorso nell’arte con la ferma intenzione di “voler essere” in questo mondo.
Principia, dunque, dotata di una grande natura artistica, che trasfonde nelle sue opere realizzate nell’attimo incandescente di poche ore, a volte anche di pochi minuti. La Rosco si identifica con personaggi del calibro di Schifano e Brindisi di cui è stata allieva, segnata da differenti metafore riflettenti, però, un fenomeno solo coincidente. L’arte dei due grandi Maestri acuiscono ed affinano nella Rosco la percezione della realtà, mentre i suoi sensi si evolvono per comprendere la trascrizione dei suoi pensieri, dipinti e scritti, che fissano un contatto in una voglia di nuovo. Nell’arte sviluppa un personale linguaggio antiaccademico che apre ad un particolare aspetto anticonvenzionale confluito nella pittura, dandole anche una marcata contaminazione musicale presente nei suoi numerosi antichi antenati. Il suo linguaggio pittorico, nel corso del tempo, ha subito profonde trasformazioni, dando prova di una coscienza creativa che corrisponde alla sua stessa personalità. La sua pittura si colloca nel solco della moderna figurazione la cui ascendenza è in sintonia con l’informale. Bisogna sottolineare che i suoi dipinti sono caratterizzati da una grassa e grossa componente cromatica a cui annoda la purezza tonale dei verdi smeraldo, del blu di Schifano, del rosso incarnato e dei gialli caldi dei girasoli che segnalano l’importanza del colore che forgia, per imprimere espressivi e benefici effetti sul fruitore delle sue opere. Nelle sue pittosculture, si apprezzano il calcolato incastro dei volumi e le deviazioni oltre la cornice, frutto inconscio di un’ elaborazione mentale per l’innata voglia di libertà.
Le chiedo di parlare del suo ultimo romanzo, che fra non molto sarà pubblicato: Non so se io abbia scritto un capolavoro in questo libro in cui credo. Io so che da me sono fuoriuscite ed esplose emozioni atomiche, energie demoniache ed angeliche dalle connotazioni sociali e con un desiderio di comunicare la vita, la vita oltre il disagio, e la Fede, la Fede oltre le convenzioni prestabilite. Le parole che ho usato e i fatti che ho descritto nel mio romanzo per comunicare come si giunge a trovare la Fede è stato un po’ dissacrante, ma non ho voluto trasmettere un pensiero bigotto, e non è una fredda analisi perversa, è invece una visione nuova e rivelatrice sintetizzata in una conversione con i suoi effetti proiettivi sul mistero della Fede, sulla Fede pura, alla quale ci si avvicina attraverso il peccato e il dolore.
Alla base dell’inquietudine della Rosco, dunque, c’è la vita che muta, desiderio di sperimentarsi, di mettersi continuamente in gioco nell’esplorazione di soluzioni inedite, emotivamente partecipata alle vicende della storia contemporanea e negli infiniti risvolti psicologici.

V.A. e redazione

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