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Proverbio: Luglio poltrone porta la zucca col melone

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"L’arroganza del potere", la protesta del Comitato No Municipio

Ultimo aggiornamento il 24 Dicembre 2007 – 19:01

(mi-lorenteggio.com) Cesano Boscone 24 dicembre 2007 – Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, la petizione popolare era in discussione al quarto punto dell’ordine del giorno. Alle 23.08 il consigliere di Rifondazione, Luca Leonardi, chiede al consiglio di trattare la petizione popolare prima della discussione dell’aumento della fidejussione per la nuova piscina. Il Presidente, sentiti i capigruppo, respinge la proposta. Alle 23.13 il comitato esce per protesta. Il Presidente chiama la vigilanza e la invita ad intervenire. Protesta e urla fuori e fischietti. Dopo circa un’ora, trattato l’argomento piscina il comitato  e l’opposizione hanno chiesto di rinviare a gennaio la discussione vista l’ora. Scoppia la bararre in aula, con insulti e proteste, anche da parte dell’opposizione.

Ecco il pensiero del Comitato No al Municipio in un comunicato diffuso, i giorni seguenti il consiglio.

L’ARROGANZA DEL POTERE

Finalmente la sera del 19 dicembre 2007 il Consiglio Comunale di Cesano è stato convocato per discutere la mozione presentata da 1.431 cittadini, con la quale questi chiedono all’Amministrazione cesanese di recedere dal proposito di costruire un Nuovo Municipio dal costo stimato di € 4.800.000

Riassumiamo prima i fatti:
Il 25 ottobre le 1.431 firme vengono presentate al protocollo comunale.
A fine novembre, viene pubblicato sul sito internet del Comune la delibera di giunta con la quale la decisione viene demandata al consiglio comunale, convocato appunto per la sera del 19 dicembre.
In questo lasso di tempo non c’è stata nessuna riunione, nessun incontro richiesto al comitato promotore da parte dell’Amministrazione Comunale per discutere ed approfondire l’argomento.
Di più, prima della discussione in consiglio non è stato nemmeno prevista una riunione di commissione consiliare, prassi normale, quando si deve discutere di cose importanti.
Si arriva quindi, nel silenzio totale (non è stata fatta nessuna comunicazione nemmeno al primo firmatario della petizione, come pure previsto nell’apposito regolamento) alla sera del 19-12.

La mozione, ripetiamolo firmata da 1.431 cittadini, viene messa al 4 punto dell’ordine del giorno.
In pratica la discussione è iniziata alle ore 00.30 del giorno 20 dicembre. Sì, avete letto bene, alle ore 00.30! Per concludersi un’ora dopo, cioè alle ore 1.30 di notte. E questo nonostante la maggioranza dei capigruppo avessero accettato la richiesta di Rifondazione di posticipare la discussione: richiesta respinta d’autorità dal presidente.
Sottolineiamo che il 19-12 era un mercoledì lavorativo come pure il giorno seguente.

Tutto questo, evidentemente, serve per favorire la partecipazione popolare alle scelte dell’amministrazione!!!!

Ovviamente e coerentemente con tanta sensibilità democratica e rispetto delle opinioni dei cittadini, la discussione ha seguito un percorso già immaginabile. La maggioranza che governa Cesano: Partito Democratico, Nuovo Gruppo per l’Unione, Verdi, Italia dei Valori e SDI ha respinto la petizione confermando le scelte fatte nel 2000.
L’opposizione al contrario ha sostenuto le ragioni della petizione popolare. Si tratta di FI, AN, Lega e del Partito della Rifondazione Comunista, che in un intervento pacato e preciso ha elencato tutte le ragioni che sconsigliano questa scelta.

Forte dei numeri dei propri consiglieri, sorda, cieca e muta di fronte ad opinioni che non siano le proprie, la maggioranza che governa Cesano ha quindi respinto la mozione firmata dai 1.431 cittadini. Alle ore 1.30 di notte.

Si tratta di un gesto di grandissima arroganza. Questa maggioranza non ha voluto rimettere in discussione scelte fatte oltre 7 anni fa. Non ha voluto confrontarsi con i cittadini che hanno raccolto le firme e con quelli che hanno firmato. Conscia della grande impopolarità di questa scelta, incomprensibile alla stragrande maggioranza dei cesanesi, cerca di spegnere le luci dei riflettori e di portare a termine l’operazione senza che i cesanesi sappiano.
Incuranti di quanto da loro stessi affermato circa la partecipazione popolare e la democrazia partecipata, si sono chiusi nel loro piccolo Palazzo asserragliandosi dentro.

Ma hanno fatto molto male i loro conti, perchè noi non ci fermeremo qui: continueremo la mobilitazione popolare per cambiare questa scelta contraria al volere della cittadinanza. "

Redazione

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