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L’allestimento-spettacolo "da Vinci Experience"

Ultimo aggiornamento il 7 Giugno 2008 – 12:10

(mi-lorenteggio.com) Abbiategrasso, 07 giugno 2008 – Dal desiderio di onorare l’opera e il pensiero di Leonardo Da Vinci – esaltando la sua “attualità”, è nata l’idea di creare un nuovo progetto, un allestimento-spettacolo intitolato da Vinci Experience destinato a persone di ogni età con un forte scopo didattico al fine di avvicinare il pubblico con un approccio facilitato alla complessità del genio di Leonardo.
Leonardo rappresenta la figura del “genio totale”, è pittore, scultore, architetto, ingegnere, matematico, urbanista, inventore, anatomista, musicista, capace di ottenere risultati straordinari sia nel campo dell’espressione artistica che in quello della ricerca tecnica. E per questo rappresenta anche una figura-simbolo è il sapiente capace di unire arte e scienza, di aspirare al bello, al vero, ma anche al pratico, di vedere più in là degli altri, proprio perché riassume in sé tante conoscenze e curiosità. E’ l’esatto contrario di quella iper-specializzazione che frantuma i saperi del nostro tempo, in cui forse avremmo bisogno di un nuovo umanesimo e di un altro Rinascimento, di costruire ponti che uniscano le discipline e le rendano anche più accessibili alle comunità dei non-specialisti.

da Vinci Experience, in pieno spirito leonardesco, vuole essere il portatore di questa filosofia e di questa contaminazione creativa, con un percorso spettacolare, sensoriale e multimediale che prevede il coinvolgimento di esperti, docenti universitari, enti e compagnie appartenenti alle diverse arti, che contribuiranno a raccontare il pensiero, l’opera e la genialità di Leonardo da Vinci.
L’allestimento sarà realizzato presso l’ex Convento dell’Annunciata di Abbiategrasso, il 13 e il 15 giugno 2008.

Perché Leonardo?
C’è il Leonardo diventato quasi un luogo comune, quello dell’Ultima Cena e della Gioconda; ma anche il Leonardo primo scienziato, il grafomane che ha lasciato 13 mila pagine di appunti. C’è il pittore della Vergine delle rocce e di Sant’Anna, L’Annunciazione e Il Bacco, San Giovanni e La Madonna del garofano, quello dello “sfumato leonardesco”, il naturalismo che non teme il simbolismo, il dinamismo, la rivoluzione nel ritratto; ma anche l’ingegnere e l’inventore di cui si può godere il genio passeggiando tra le macchine riprodotte al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.
Leonardo è davvero l’uomo rinascimentale, quello che riassumeva il tratto del sapiente a 360 gradi. Era un eclettico formidabile, così originale nel modo di pensare e anche di vivere da aver suscitato i racconti biografici più strambi. Ammirava la tradizione classica, ma aveva lo sguardo rivolto verso il futuro. Viene raccontato come un eccentrico, i cui studi furono considerati ai confini dell’eresia, un personaggio straordinario e contraddittorio che aspirava a svelare tutti i misteri della vita, un individuo incredibilmente tollerante per l’epoca in cui viveva, portato a disprezzare la guerra, cosa che non gli impediva di progettare delle micidiali macchine da combattimento e di presentarsi a Ludovico il Moro come costruttore di ponti “leggerissimi e forti”, “bombarde mortali e passavolanti di bellissime e utili forme”, “carri coperti inoffensibili”. Fu un uomo capace di fare scoperte sbalorditive nel campo dell’ottica, della meccanica e dell’anatomia, e un pittore dotato di una rara e misteriosa sensibilità.
Se tra il XIV e il XV secolo era normale che un artista messo a bottega – come Leonardo presso il Verrocchio – dovesse imparare non soltanto a dipingere e a scolpire ma anche a progettare un’opera di utilità pubblica, è sicuramente singolare e straordinaria la perizia e la curiosità con cui Leonardo da Vinci si applicò per tutta la sua vita in tutte le discipline.
E’ questo, forse, che oggi ci attrae di più della sua opera. La sua curiosità instancabile, la capacità di vedere la bellezza anche nell’utile, il suo modo di intendere il vivere e l’agire come una ricerca che attinge a tutti i campi del sapere ed è pronta a inventarsi nuove connessioni e prendersi i suoi rischi, avendo sempre in mente il bello e il giusto. L’intuizione dell’armonia che unisce tutte le cose, il microcosmo dell’uomo e il macrocosmo dell’universo – come si diceva allora.
Sta qui la sua attualità: il suo essere in anticipo sui tempi, perfino sui nostri.

Ma la scelta di Leonardo da Vinci come ispiratore dell’allestimento teatrale non è solo il frutto dell’ammirazione per la sua opera. Leonardo, dal punto di vista storico e culturale, è fortemente legato al territorio dei Navigli e, in qualche modo, è legato anche all’ex Convento dell’Annunciata di Abbiategrasso – fondato da Galeazzo Maria Sforza nel 1466 – che diventerà il palcoscenico di questa iniziativa.
Leonardo (1452 – 1519) ha vissuto a Milano presso la corte di Ludovico il Moro dal 1482 al 1500 influenzando in vari modi gli artisti che gravitavano intorno agli Sforza. La sua opera impressionò anche quel Nicola Mangone di Caravaggio detto il Moietta, l’autore degli affreschi raffiguranti le “Storie della Vergine” – risalenti al 1519 e recentemente restaurati nella chiesa dell’ex Convento dell’Annunciata, il cui stile pittorico testimonia l’influsso dei grandi maestri del Rinascimento.
Inoltre, è proprio nel Milanese che Leonardo iniziò gli studi di idraulica, incuriosito e affascinato dal ricco sistema dei Navigli lombardi. A lui si devono anche i progetti di prosciugamento delle paludi di Vigevano e della Lomellina, così come il miglioramento idrico del Novarese. E sono suoi anche i piani per l’ampliamento dell’Adda riportati nel Codice Atlantico conservato alla Biblioteca Ambrosiana.

L’allestimento
Attraverso da Vinci Experience il pensiero e la genialità di Leonardo si concretizzano in un percorso spettacolare, un “laboratorio sensoriale” che conduce il visitatore-spettatore a scoprire la sua opera, il suo pensiero, la sua personalità, ma insieme lo porta anche a toccare con mano il legame esistente tra le diverse forme d’arte e i vari aspetti tecnologici che verranno impiegati per l’allestimento: la prosa, la danza, la musica, gli effetti multimediali saranno espressione dei risultati conseguiti da Leonardo nei suoi studi sulle leggi universali che regolano i fenomeni naturali.
Il teatro urbano, alla fine, non fa altro che mettere in relazione i diversi aspetti dell’arte teatrale (musica, danza, prosa, mimo, nuovo circo) e della tecnologia (luci, suono, effetti multimediali) facendoli interagire con lo spazio circostante, sperimentando, di volta in volta e grazie alla possibilità di essere realizzato in spazi non convenzionali, propone nuove forme di allestimento.
Sarà uno spettacolo in movimento in cui si alterneranno performances e personaggi legati alla sua epoca, opere proiettate o appositamente ricreate, esperienze scientifiche trasformate in teatro, macchine leonardesche da guardare o con cui interagire: prosa e video, musica e cinema, letture ed esperimenti.
Ogni arte rappresenterà una sfaccettatura del suo pensiero: se la danza si riferisce alle teorie sulla proporzione e l’armonia del corpo umano, avvicinate da Leonardo nell’ambito della visione antropocentrica tipica del Rinascimento e rappresentate dall’Uomo di Vitruvio, la musica ricorderà le macchine progettate appositamente per il suono dallo stesso Leonardo come il tamburo automatico. Non bisogna dimenticare, inoltre, che Leonardo progettò anche macchine teatrali, la più conosciuta delle quali è il palcoscenico mobile utilizzato per la messa in scena della “Favola di Orfeo” di Angelo Poliziano, che sarà nuovamente rappresentato in questo allestimento.
Lungo il percorso saranno numerosi i riferimenti agli studi di ingegneria urbanistica e idraulica, in particolare per quanto riguarda il progetto della città ideale e del sistema di navigabilità dei navigli; alla progettazione di macchine da guerra e di macchine da lavoro; agli scritti letterari, dai quali emerge il pensiero scientifico, e non solo, di Leonardo. E un posto centrale naturalmente sarà dedicato alla pittura, definita da Leonardo “scienza mentale”.

Redazione

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