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8 MAGGIO - FESTA DELLA MAMMA

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In un laboratorio per tagliare eroina anche un bimbo di due anni

Ultimo aggiornamento il 12 Novembre 2008 – 17:44

Corsico (12 novembre 2008) – Avevano trasformato il loro piccolo appartamento in un laboratorio per tagliare e preparare dosi di eroina. Il tutto davanti a un bimbo di due anni. Due gli arrestati, un russo e un georgiano. Una, la mamma del piccolo, indagata a piede libero. Per tutti e tre il reato è detenzione di droga al fine dello spaccio. Per uno di loro, si aggiunge anche l’inottemperanza alle norme per gli stranieri, per non aver rispettato il decreto di espulsione emesso il 22 ottobre scorso dal questore di Roma. Giovedì mattina verranno processati per direttissima.

L’operazione condotta dalla sezione di polizia amministrativa – nucleo repressione frodi della Polizia locale di Corsico è scattata nelle prime ore del pomeriggio di ieri ed è proseguita, con indagini e perquisizioni, fino a notte inoltrata, quando i due arrestati sono stati condotti al carcere di San Vittore. Il sindaco Sergio Graffeo e l’assessore alla Pl Filippo Errante si sono complimentati con il comando per l’esito dell’intervento.

Verso le 14, una pattuglia della Pl ha fermato lungo viale Italia, a poche centinaia di metri dal confine con Milano, una Renault berlina con targa francese. Sul veicolo si trovavano due uomini. Il conducente, G.B., di 32 anni proveniente dalla Georgia, ha cercato di fuggire, ma è stato bloccato immediatamente dagli agenti corsichesi. Con lui si trovava un russo, V.N., del 1975, sul quale pende un decreto di espulsione. Entrambi sono stati accompagnati al vicino comando della polizia e identificati. È stata accertata una lunga lista di reati a loro carico.

L’ufficiale di polizia giudiziaria, a capo del nucleo repressione frodi di Corsico, ha deciso di proseguire le indagini verificando all’interno del veicolo alcune tracce di una sostanza stupefacente, in apparenza cocaina o eroina, e in tasca al georgiano un’agendina con un indirizzo: via Copernico 19. Sul posto si sono recate tre pattuglie e quando gli agenti sono entrati nell’appartamento al quinto piano, scala H, hanno trovato una donna ucraina trentaduenne, con un bimbo di due anni. La perquisizione ha permesso di trovare, nascosti in un comodino, cinque cellulari molto sofisticati, cinquanta grammi di eroina pura (valore approssimativo di ottomila euro), un bilancino e un pacco di carta stagnola già tagliata e pronta per preparare le dosi. Per accertare il tipo e la qualità della droga rinvenuta è stata anche eseguito un narco-test.

Non è stato difficile per gli agenti capire che l’ucraina e il georgiano, che risulta senza fissa dimora, convivessero, perché sono state trovate in casa numerose foto che li ritraggono insieme. Loro, insieme al piccolo di due anni.

“Riteniamo – spiega l’assessore Errante – si tratti dell’anello di una catena di spacciatori che tentano di controllare i traffici di droga nel corsichese. Infatti, sospettiamo vi sia stata una sorta di alleanza tra persone provenienti dall’est europeo, in particolare ucraini, con nord africani senza fissa dimora, che già da tempo sono stati identificati come soggetti pericolosi”.

Redazione

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