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Proverbio: Luglio poltrone porta la zucca col melone

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Con l’edizione 2009 la Milanesiana spegne dieci candeline

Ultimo aggiornamento il 26 Maggio 2009 – 21:38

(mi-lorenteggio.com) Milano, 26 maggio 2009 – Prende il via lunedì 22 giugno al Teatro Dal Verme l’edizione 2009 de LA MILANESIANA – Letteratura Musica Cinema Scienza dedicata all’Invisibile.
Alla presentazione sono intervenuti: il Presidente della Provincia di Milano Filippo Penati; il Sindaco di Milano Letizia Moratti; l’Assessore alle culture e integrazione della Provincia di Milano Daniela Benelli; l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory; l’Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia Massimo Zanello; Massimo Collarini, Presidente Fondazione I Pomeriggi Musicali; Elisabetta Sgarbi, Direttore artistico e ideatrice della manifestazione.

Il festival, promosso dalla Provincia di Milano con il Comune di Milano e il sostegno della Regione Lombardia, organizzato dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali/Teatro Dal Verme, propone – dal 22 giugno al 6 luglio – 14 serate dedicate alla cultura internazionale.
In cartellone 5 giornate di proiezione allo Spazio Oberdan con i registi ospiti della manifestazione e 13 + 1 Aperitivi con gli Autori – come sempre alle ore 12 – presso la Sala Buzzati e il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, a cura della Fondazione Corriere della Sera, di cui saranno protagonisti gli ospiti della serata precedente affiancati da scrittori, giornalisti, scienziati, intellettuali di fama internazionale, a dibattere su temi di attualità.

Qualche numero per riassumere la storia de La Milanesiana sin qui: oltre 400.000 spettatori, più di 500 ospiti internazionali tra i quali 8 Premi Nobel per la Letteratura, 7 Premi Nobel per la Scienza, 2 Premi Nobel per la Pace e L’Economia.

Ute Lemper

Nata da un progetto di Elisabetta Sgarbi per dare voce ai protagonisti delle diverse discipline artistiche e della cultura mondiale, La Milanesiana giunge quest’anno alla decima edizione. Vi arriva con l’evoluzione della sua formula originaria che, dalle prime serate sul palco allestito nello scenografico cortile di Palazzo Isimbardi, ha puntato a far incontrare i più prestigiosi scrittori, critici, musicisti e cineasti internazionali coinvolgendoli in incontri, conversazioni, performance musicali nelle quali le esperienze e le sapienze reciproche dialogavano dando vita a quegli inediti percorsi di conoscenza e di confronto che hanno reso questo festival celebre e non imitabile.
La Milanesiana in questi dieci anni ha messo radici in città e ha conquistato un ruolo nel panorama culturale italiano e internazionale grazie a un progetto di consistenza e coerenza che ha creato valore nel tempo e al sostegno delle istituzioni e di fedeli sponsor privati. È cresciuta con forza e determinazione realizzando l’intuizione iniziale, ma nel contempo ha saputo far tesoro delle curiosità del suo pubblico, assecondandone molte per arricchirsi di nuove opportunità di conoscenza, allargandosi per esempio verso nuovi territori, come la Scienza, che da quest’anno è diventata, anche nel logo, la quarta delle discipline fondamentali. E aprendosi anche verso nuove occasioni e modalità di confronto come sono gli Aperitivi con gli Autori, a cura della Fondazione Corriere della Sera, diventati da tre anni parte integrante del programma e della formula de La Milanesiana.
A testimoniare questa crescita, l’adesione del Presidente della Repubblica, che quest’anno ha voluto ufficialmente esprimere in questo modo il suo sostegno al Festival.

“La Milanesiana compie dieci anni. Un compleanno importante – sottolinea il Presidente della Provincia di Milano Filippo Penati – La Milanesiana è infatti ormai l’appuntamento internazionale più rilevante dell’anno culturale milanese. Tanto da meritare la prestigiosa Adesione della Presidenza della Repubblica. La Milanesiana oggi è un momento di riflessione e di scavo nell’attualità, un appuntamento accattivante e al tempo stesso divertente e interessante. Un festival poliedrico, in cui si rispecchia l’intera città di Milano, e il suo territorio”.
“Siamo stati i primi a credere nella Milanesiana, e non solo come festival, ma soprattutto come progetto culturale – sottolinea Daniela Benelli, Assessore alla Cultura della Provincia di Milano – Non solo un evento prestigioso, ma anche un appuntamento qualitativamente alto, che coinvolge più luoghi della città, attira un pubblico diversificato e mette a confronto il meglio della cultura italiana di oggi con scrittori, pensatori, musicisti e scienziati tra i più importanti al mondo. La Milanesiana compie dieci anni e siamo felici di aver sostenuto per tutto questo tempo il suo sviluppo coerente, armonico e davvero internazionale”.
Secondo Massimiliano Finazzer Flory, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, “L’invisibile, il tema del palinsesto della Milanesiana 2009, non è il non visibile. Piuttosto una categoria per leggere, interpretare, vivere in modo differente la realtà. Infatti, ciò che non è (sempre) visibile, non per questo è (meno) reale. Come la città che si fa e si disfa, si monta e si smonta, la rassegna è tangibile testimonianza di quell’ ”invisibile” dialogo del pensare con il fare. Tutto questo significa incontrare e riconoscere cose e persone nel rapporto vivo tra la realtà di fuori e la nostra mente di dentro. Ed è così che questa decima edizione mi appare del tutto coerente al progetto di questo Assessorato: per una Milano che si racconta e una Milano che si rapporta al mondo”.
"Un intreccio di letterature, stili, musica e intelligenze eterogenee. Questo è il senso della decima edizione de La Milanesiana, dedicata al concetto di invisibile – afferma Massimo Zanello, Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia – Un vero e proprio dialogo, un ricercato momento di riflessione che vede un incontro tra arte, scienza e sapere. L’Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia è da sempre propenso a contribuire alla buona riuscita di eventi come La Milanesiana, che costituisce un grandioso affresco di voci, suoni e immagini che vogliono valorizzare la realtà culturale milanese".
“La Milanesiana nel corso degli anni ha riconfermato la propria formula, mantenendo costante la propria identità e crescendo visibilmente a livello di spazi – afferma Elisabetta Sgarbi, Direttore Artistico de La Milanesiana Letteratura Musica Cinema Scienza – Il Festival ha allargato i propri orizzonti non solamente da un punto di vista culturale, ma anche in termini di spazio nella città, divenendo in questa edizione per un giorno (2 luglio) una vera e propria “unità mobile”, in grado di far interagire in maniera diretta gli ospiti con il pubblico. Quest’anno avremo con noi numerosi ritorni di ospiti già presenti nelle passate edizioni. La Milanesiana infatti non rincorre le novità del momento, ma si propone di seguire l’evoluzione in campo artistico di quegli ospiti che rivelano progressivamente le loro trasformazioni, mettendosi alla prova con i temi monografici che vengono proposti nel corso del tempo. Si tratta dell’unica via per generare un radicamento forte, che nulla conceda alle aleatorie mode del momento”.

Nel corso delle sue edizioni, La Milanesiana si è aperta verso nuove occasioni di confronto come gli Aperitivi con gli Autori, ospitati presso la Sala Buzzati, che da tre anni permettono di avvicinare i protagonisti in una veste più diretta e colloquiale, e che rappresentano oggi uno degli appuntamenti più attesi dal pubblico.
Un’occasione unica, dunque, non solo per un dialogo diretto con i protagonisti del festival – e dunque un momento complementare alle serate – ma anche di discussione e riflessione intorno ad argomenti controversi e dibattuti quotidianamente sui media. Gli incontri, sostenuti dalla Fondazione Corriere della Sera, saranno coordinati da Armando Besio, Armando Massarenti, Dino Messina, Beppe Severgnini, Ranieri Polese e Armando Torno.

Inoltre verrà organizzata una giornata di incontri con i protagonisti della Milanesiana sui tram cittadini. Il giorno 2 luglio, dalle ore 17 alle ore 21, sarà possibile incontrare scrittori e cantautori che daranno vita a letture e concerti direttamente in mezzo ai passeggeri. (Maggiori informazioni su questo avvenimento verranno fornite all’inizio della manifestazione).

Quest’anno la Milanesiana si arricchisce di un nuovo concorso promosso e organizzato da Gioco del Lotto – Lottomatica: "Con Gioco del Lotto vinci la cultura". Tra tutti coloro che parteciperanno sarà estratto un super-vincitore al quale sarà assegnato un weekend per due persone a Edimburgo, una delle capitali della cultura, in occasione dell’Edinburgh International Festival” 14 agosto – 6 settembre 2009 e cinque vincitori che riceveranno una selezione di libri degli autori ospiti della Milanesiana, autografati – offerti dalle rispettive case editrici.

La Milanesiana è sostenuta da
Main Sponsor Fondazione Corriere della Sera, Gioco del Lotto – Lottomatica, Banca Popolare di Milano, Milano Serravalle – Milano Tangenziali
Altri sponsor GFK, Town House Galleria, UNA Hotels, ATM, Vodafone, Grafica Veneta, Betty Wrong, Giacomo Bistrot
Partner Università IULM, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, Commissione Europea, Fondazione Cineteca Italiana
Grazie inoltre a Batik Film Festival, Foglie, fiori e fantasia, Fondazione Fernanda Pivano, Gioielleria Fratelli Chiaravalli, Istituto Luce
Magoni, MITO, Nikolight, Primafila, Studio Volpatti Associati

Le sedi
Teatro Dal Verme – Via S. Giovanni sul Muro 2
Spazio Oberdan – Viale Vittorio Veneto 2
Sala Buzzati/Corriere della Sera – Via Balzan 3 angolo Via San Marco 21
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci – Via S. Vittore 21

Serate a pagamento
Le serate de La Milanesiana (vedi Programma) sono a ingresso libero fino a esaurimento posti, a eccezione del 25, 26, 27, 29 giugno, per le quali è previsto un biglietto di ingresso del costo di 10 euro.

I biglietti sono in vendita presso il circuito TicketOne
tel. 02 87905201 www.ticketone.it

Gli incontri Aperitivo con gli Autori sono a ingresso libero, sino a esaurimento posti.

Le proiezioni cinematografiche:
Per assistere alle proiezioni cinematografiche è indispensabile ritirare un tagliando di ingresso presso lo Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, a partire dalle ore 10 del giorno precedente le proiezioni.

Informazioni al pubblico – www.lamilanesiana.it
Teatro Dal Verme tel. 02 87905
Provincia di Milano tel. 02 7740.6308/ 6384

Discorso introduttivo
LA MILANESIANA 2009 – X edizione

Elisabetta Sgarbi
Direttore Artistico La Milanesiana Letteratura Musica Cinema Scienza

La Milanesiana Letteratura Musica Cinema Scienza (Scienza che quest’anno si aggiunge, come voce, anche nella dicitura della presentazione ufficiale) è giunta alla decima edizione.
Promossa dalla Provincia di Milano, con il Comune di Milano e il sostegno della Regione Lombardia, e da un nutrito gruppo di sponsor privati, la manifestazione si svolge nelle abituali sedi del Teatro Dal Verme, dello Spazio Oberdan e, per gli incontri del mattino, a cura della Fondazione Corriere della Sera, della Sala Buzzati e del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, dove gli autori ospiti del Festival, in un arco di quattordici incontri-dibattito, basati su spunti e idee emersi nelle serate precedenti, possono conversare sulla base delle sollecitazioni fornite dai coordinatori di diverse testate giornalistiche.
Forte degli oltre 400.000 spettatori che ci hanno donato la loro attenzione e il loro entusiasmo per nove anni consecutivi, la Milanesiana si ripropone oggi con una tabella di marcia molto ricca: 4 Premi Nobel, 3 Booker Prize, 2 Premi Pulitzer, 2 vincitori della Palma d’Oro, 4 David di Donatello.
Il tema di quest’anno è semplice e complesso, come tutto ciò che sfiora l’essenza delle cose: l’invisibile.
Dall’immaterialità nell’arte e nella scienza all’apparente “invisibilità” del problema dell’identità nazionale ed etnica (una giornata è dedicata all’Armenia, e ogni serata è introdotta da un frammento di un film di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi); dalla difficile comprensione dei confini geografico-politici ai suggerimenti dell’etica, oggi coinvolta nelle questioni più spinose e imbarazzanti. E ancora: dalla potenza dei sogni e del fantastico alla realtà enigmatica del potere, indagata da Leonardo Sciascia, di cui ricorre il ventennale della scomparsa e a cui la Milanesiana rende un dovuto omaggio. Insomma, una singola parola, “invisibile”, racchiude un intero universo in fermento, e tutti noi ne siamo gli attori nella quotidianità, nel comune sforzo di capire. Ma veniamo al programma, serata per serata.

Lunedì 22 giugno si apre al Teatro Dal Verme la decima edizione della Milanesiana, all’insegna del tema “Il bello e l’invisibile”. Durante ogni serata, come dicevo, verranno proiettati in apertura quaranta secondi dal film Ghiro ghiro tondo, del regista di origine armena Yervant Gianikian e di Angela Ricci Lucchi. Gli autori, che hanno dato vita a una “cinepresa analitica” in grado di riesplorare in profondità le inquadrature offerte dal normale scorrimento di un film su uno schermo, ci mostrano in questo film una serie di giocattoli ammaccati, risalenti all’epoca delle guerre mondiali, che compongono una specie di mondo miniaturizzato da cui emerge l’ombra dei fascismi. Nella serata sono chiamati al confronto con l’Invisibile Robert Hughes, Michael Cunningham e Erica Jong.
Robert Hughes, scrittore e critico d’arte australiano, è autore fra gli altri di La cultura del piagnisteo, saggio pionieristico di critica del sistema scolastico occidentale e di una accettazione ingenua del multiculturalismo.
Michael Cunningham, vincitore del Premio Pulitzer nel 1999 per il romanzo Le ore, costituisce una presenza incisiva nella letteratura contemporanea. Le sue opere sono caratterizzate da una grande forza evocativa, che unisce una profonda sensibilità personale a suggestioni letterarie del passato (Virginia Woolf, Walt Whitman).
Erica Jong, l’autrice di Paura di volare, che da anni coniuga l’espressione del mondo del desiderio con una feroce critica dei sistemi politici antidemocratici, riceverà per l’occasione il Premio Fernanda Pivano. Il Premio, infatti, da quest’anno, entra nella Milanesiana per segnalare e ribadire le grandi voci della cultura americana, secondo gli interessi che animano da sempre Fernanda Pivano.
A seguire un concerto di Juliette Gréco, musa dell’esistenzialismo francese, profondamente legata al mondo della letteratura.
A introdurre le serata, Ferruccio de Bortoli, direttore de “Il Corriere della sera”.

Martedì 23 giugno la serata al Teatro Dal Verme è intitolata “L’invisibile dove è sempre notte”, un incontro imperniato su echi e pensieri della terra d’Irlanda. Anne Enright, dublinese, autrice del libro-rivelazione La veglia, con il quale ha vinto il Booker Prize 2007, mette il proprio stile, ora ironico ora impietoso, al servizio del racconto dei dilemmi e drammi, sempre nascosti, scatenati nel contesto familiare, tra amore e desiderio. Con lei John Banville (Booker Prize 2005 con Il mare). Gentiluomini, spie, attori in crisi di identità e sconvolti dall’esperienza del “doppio” sono i protagonisti delle sue storie, basate su una lirica rievocazione delle tonalità ambigue dell’ “irlandesità”. E ancora in Irlanda ci troviamo con Colm Toíbín, che nelle sue opere mostra la possibilità di relazioni umane intense e autentiche all’interno di scelte di vita controcorrente.
Per la parte musicale, ritorna Michael Nyman, che si esibisce con la sua Band e con il soprano Marie Angel in un concerto/omaggio ai Sonetti lussuriosi di Pietro Aretino, capolavoro rinascimentale della poesia erotica italiana, facendoci entrare in una inedita notte dei sensi. Il coordinamento è affidato a Mario Fortunato, scrittore e critico letterario de “l’Espresso”, autore de I giorni innocenti della guerra (Finalista al Premio Strega 2007).

Mercoledì 24 giugno, sempre al Teatro Dal Verme, il titolo è “Città invisibili”. Fleur Jaeggy apre con un prologo letterario. Boris Pahor, scrittore sloveno, deportato durante la seconda guerra mondiale in campi di concentramento tedeschi e francesi, è autore del pluripremiato Necropoli: un pellegrinaggio sui luoghi della sua prigionia, nel solco della tradizione di Primo Levi e di Imre Kertész. Con loro Charles Simic (Premio Pulitzer 1990), poeta americano nato a Belgrado, autore del celebrato Club Midnight – un poeta che, con uno stile drammaticamente ma anche ironicamente breve e spezzato, racconta il territorio incerto fra sonno e veglia, incubo e contemplazione: una patria invisibile, che scaturisce dall’inconscio. E poi Predrag Matvejevic, autore bosniaco, di madre croata e padre russo, attualmente docente di Slavistica a Roma, che nelle sue opere si pone come indagatore di un’ “altra” Europa, quella che i drammi dell’ex Jugoslavia hanno sconvolto. La parte musicale della serata vede il ritorno di Michele Campanella, insuperato interprete lisztiano, che accompagnato dalla voce di Anna Bonaiuto (David di Donatello 1995), ci offre un melologo espressamente preparato per la Milanesiana, composto da una scelta di musiche di Liszt, Strauss e Schumann. Riccardo Chiaberge, direttore del supplemento domenicale di “Il Sole 24 Ore”, introduce la serata.

Giovedì 25 giugno il titolo della serata al Teatro Dal Verme è “L’angolo invisibile”. Dopo un Prologo di Fiorenzo Galli, direttore del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, Nicola Cabibbo, uno dei più importanti fisici italiani viventi, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, noto per l’introduzione nella fisica delle particelle del cosiddetto “angolo di Cabibbo” (a partire dal quale nel 1973 Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa ne hanno proposto, introducendo la matrice CKM, una generalizzazione multidimensionale in grado di rivelare il numero e la tipologia di quei mattoncini di cui è composta la materia) e per i suoi studi sul legame fra scienza e fede, ci offre il punto di vista della scienza sull’invisibile, seguito da una lettura di Piergiorgio Odifreddi. Con loro Imre Kertész, scrittore ungherese, Premio Nobel per la Letteratura 2002, traduttore di Freud, Nietzsche, Canetti e Wittgenstein e autore di illuminanti saggi sull’Olocausto. La voce che legge questo suo testo inedito, sull’ “invisibile Europa”, è quella di Andrea Renzi.
A Nicola Cabibbo e a Imre Kertész sarà consegnato il Premio Rosa d’Oro della Milanesiana, rispettivamente per la Scienza e per la Letteratura.
Per la parte musicale, ci immergeremo nel mondo del jazz con Paolo Fresu, sempre in bilico fra tradizione, innovazione e contaminazione, e Uri Caine, pianista di Philadelphia, direttore della Biennale Musica di Venezia e del Festival jazz di Bergamo. Insieme, si esibiscono per la prima volta alla Milanesiana.
Introduce la serata Marino Sinibaldi, ideatore e conduttore della trasmissione di Radio 3 “Fahrenheit” e vicedirettore dei programmi radiofonici Rai.

Venerdì 26 giugno, al Teatro Dal Verme, due scrittori “Nemici pubblici”, Michel Houellebecq e Bernard-Henri Lévy, intellettuali noti per la forza polemica dei loro scritti e interventi. Da una parte Houellebecq, l’autore di Le particelle elementari, accusato a più riprese di islamofobia e razzismo antimussulmano per la sua radicale critica delle dottrine religiose. Dall’altra Bernard-Henri Lévy, fondatore della “nouvelle philosophie”, critico dell’ideologia comunista e di quella capitalista, ma anche difensore dei diritti umani e della causa dei mussulmani di Bosnia. Il confronto dialettico fra questi due scrittori viene introdotto da Ranieri Polese, inviato culturale del “Corriere della Sera”. Il concerto della cantautrice statunitense Suzanne Vega, un’antidiva per sua stessa ammissione, ma in realtà il punto di riferimento di gran parte del rock contemporaneo, chiude la serata.

Sabato 27 giugno, nella consueta cornice del Teatro Dal Verme, in una serata dal titolo “Legami invisibili”, ritorna sul palco della Milanesiana uno dei più grandi narratori di oggi, John Coetzee (Premio Nobel per la Letteratura 2003, Booker Prize 1983 e 1999). I suoi libri sono un lungo viaggio interiore alla ricerca di una salvezza che non può nascere dall’adesione allo sterile razionalismo e alla moralità di facciata della civiltà occidentale. Insieme a lui, lo scrittore svizzero Alain de Botton, autore del best seller Come Proust può cambiarvi la vita: un autore che riporta alla luce i semi di saggezza contenuti nelle opere d’arte e di pensiero del passato per indicare una via per la felicità agli uomini di oggi. E ancora: Joe Lansdale, texano, il principe dell’underground, fra epopea del West, fantascienza, horror, giallo e fumetto.
E per la musica, un altro gradito ritorno: Meredith Monk, che insieme è compositrice, cantante, regista/coreografa e creatrice di “nuove opere”, di lavori teatrali musicali, di film e installazioni. Un’icona della musica contemporanea, la cui voce si fa strumento per una espansione delle forze in gioco: luce, suono, movimento. Il suo concerto conclude la serata, introdotta da Antonio Gnoli, saggista e responsabile delle pagine culturali di “la Repubblica”.

Domenica 28 giugno la giornata comincia insieme a enrico ghezzi allo Spazio Oberdan, la mattina, con la proiezione di tre film di Raúl Ruiz (“L’invisibile di Ruiz” è appunto il tema guida). Alla presenza di questo regista la cui sensibilità spazia fra reale e fantastico trasfigurando entrambi, vengono proiettati Le temps retrouvé (1999), Combat d’amour en songe (2000) e Dias de campo (2004). La sera, sempre allo Spazio Oberdan, un incontro con letture di Raúl Ruiz (di cui verrà anche proiettato un rarissimo film, Agatopesia, preceduto da interventi di Bruno Roberti e Roberto De Gaetano) e Peter Sloterdijk, filosofo di punta dell’attuale panorama europeo, che affronta il tema delle nuove prospettive, nascoste ma evidenti, dell’umanità. La serata è arricchita da una performance di Hanna Schygulla (l’attrice di Rainer Werner Fassbinder e una delle principali esponenti del “nuovo cinema tedesco”, vincitrice della Palma d’Oro e del David di Donatello nel 1983), tratta dall’opera Moi et mon double dello scrittore polacco Witold Gombrowicz. Il coordinamento è di enrico ghezzi.

Lunedì 29 giugno, al Teatro Dal Verme, il tema dell’ “invisibile” brilla di luce propria grazie all’incontro con Umberto Eco, introdotto da Mario Andreose, direttore letterario dell’RCS Libri, collaboratore del “Sole 24Ore”.
Dopo averci regalato, nelle passate edizioni, suoi preziosi interventi sull’Assoluto e sui Quattro elementi, per citare gli ultimi, Eco si misura (e ci fa misurare) con le implicazioni concettuali di questo tema, l’invisibile, in apparenza imprendibile.
La parte musicale è affidata a un nome noto al pubblico della Milanesiana: Ute Lemper, cantante, donna di teatro, interprete straordinaria.

Martedì 30 giugno si torna, nel primo pomeriggio, allo Spazio Oberdan, dove enrico ghezzi introdurrà tre film di Amir Naderi e uno di Gao Xingjian, presenti in sala (“L’invisibile di Naderi e Xingjian” è appunto il tema). Regista iraniano, Naderi oscilla nelle sue opere fra desolazione e speranza, consegnandoci un ritratto delicatissimo della sua terra i cui stilemi si ripresentano negli ultimi film, in cui sono Manhattan, Las Vegas e l’Occidente a focalizzare il suo interesse. Waiting (1974), The Runner (1989) e il recentissimo Vegas: Based on a True Story (2008) sono i film scelti per questo omaggio a Naderi. Di Gao Xingjian, di cui avevamo già apprezzato l’anno scorso il suo primo film, La Silhouette sinon l’ombre, verrà proiettato l’ultimo lavoro, Après le déluge (2008).
La sera, sempre al Teatro Dal Verme, per il tema “Cantori di storie invisibili”, si spalancano le porte ai mondi lontani che sempre più bussano alle nostre dimore occidentali. Anzitutto abbiamo il ritorno sul palco del teatro di Gao Xingjian (Premio Nobel per la Letteratura 2000). Artista totale, romanziere, poeta, saggista, drammaturgo, regista, pittore, quest’anno offrirà, in anteprima mondiale al pubblico della Milanesiana, un frammento della pièce teatrale Ballade Nocturne, seguita da una inedita lettura poetica. Insieme a lui, Rabih Alameddine, scrittore libanese, di cui il pubblico conosce il libro recentemente pubblicato, Hakawati. Il cantore di storie: un romanzo che è una summa della mitologia e del folklore orientale, fra racconti biblici, leggende antiche e favole arabe nello stile delle Mille e una notte.
E ancora, Anita Desai, la principale scrittrice indiana di oggi (Premio Grinzane Cavour 2005): un’autrice capace nei suoi libri di seguire il percorso di intricate storie famigliari, fra ricerca delle origini più lontane e necessità dell’esodo verso altri confini.
Per la musica, il concerto di Abdullah Ibrahim. Nella sua opera si fondono i canti tradizionali africani, la musica sacra e il jazz, in una polifonia di voci e rimandi. Basti ricordare che sua è la colonna sonora del film “Chocolat”, e che il celebre Gresham College di Londra lo ha invitato a tenere numerose lezioni e concerti nei suoi spazi, onore già conferito in passato a John Cage e a Luciano Berio. Ibrahim ci offre un concerto dal titolo Senzo – Ancestor. Introduce la serata Pico Floridi, collaboratrice alla pagina culturale di “la Repubblica”.

Mercoledì 1 luglio, al Teatro Dal Verme il tema è “Vedere l’invisibile: dedicato a Sciascia”. Abbiamo voluto, infatti, in occasione del ventennale della scomparsa, rendere omaggio, qui alla Milanesiana, allo scrittore siciliano che con la sua attività letteraria e saggistica si è veramente posto come il più grande critico delle ideologie, palesi e nascoste (invisibili, appunto) della contemporaneità. Alcuni autori italiani hanno accettato l’invito a leggere brani scritti pensando a Sciascia: Antonio Scurati, Pietrangelo Buttafuoco, Flavio Soriga e Paolo Terni propongono dunque dei testi inediti scritti per noi intorno alla figura di Sciascia.
Il Prologo è affidato a Laura Morante (David di Donatello 2001) che ci legge un brano suggerito da Matteo Collura, dalle Favole della Dittatura di Sciascia.
Prima del concerto finale, un contributo cinematografico di Franco Maresco, uno dei registi più corrosivi del cinema italiano, realizzato per la Milanesiana “pensando a Sciascia”.
Il concerto di John De Leo, che già aveva dedicato una sua interessante opera musicale a Manganelli, questa volta è dedicato, appunto, allo scrittore siciliano ed è intitolato “Zolfo”. Il concerto è stato commissionato dalla Milanesiana ed è stato realizzato con la collaborazione di “Cose di musica” e di Adele di Palma. Introduce e coordina la serata Matteo Collura, scrittore e studioso sciasciano.

Giovedì 2 luglio La Milanesiana sarà in viaggio dalle 17.00 alle 21.00 su uno storico tram attraverso le vie della città, con letture di Gianni Biondillo, Donato Carrisi, Simone Regazzoni, Flavio Soriga, mentre la parte musicale-letteraria sarà affidata al filosofo Massimo Donà e a Giovanni Peresson.

Venerdì 3 luglio, la giornata ha inizio nel pomeriggio allo Spazio Oberdan con Roger Corman, maestro indiscusso del cinema americano, conosciuto tra l’altro per la serie di film tratti da opere di Edgar Allan Poe, fra i quali il leggendario Il Pozzo e il Pendolo. Per la sezione “L’invisibile di Corman”, a partire dal mattino, vengono proiettati tre film: House of Usher (1960), The Raven (1963) e The Tomb of Ligeia (1964).
La sera, sempre allo Spazio Oberdan, per il tema “La piccola bottega degli orrori dell’invisibile”, enrico ghezzi, Roger Corman e Edoardo Nesi, l’autore di L’età dell’oro, ci parlano di cinema e letteratura – Corman e Nesi attraverso una lettura inedita. A Corman verrà inoltre consegnato il Premio Omaggio al Maestro. A seguire un altro film del maestro, The Man with X-ray Eyes (1963).

Sabato 4 luglio, una giornata dedicata al regista Shinya Tsukamoto, autore di un film-mito intitolato Tetsuo. L’uomo d’acciaio, che ha proposto un intreccio inestricabile di horror, incubi hi-tech, follia e delirio immaginativo allo stato puro, attraverso un ripensamento singolare del complesso rapporto uomo-macchina. Non c’è avanguardia cinematografica che non allinei questo regista fra i suoi modelli. Di questo sognatore del limite, al pomeriggio, per il tema-guida “L’invisibile di Tsukamoto”, vengono proiettati due film, Bullet Ballet (1998) e Nightmare Detective 1 (2006); mentre la sera assistiamo a una sua lettura, preceduta da quella di Francesco Tricarico, l’autore di Vita tranquilla (vincitrice del Premio della critica alla 58a edizione del Festival), con proiezione di suoi disegni vicini alle atmosfere di Tsukamoto. A seguire, il recente Nightmare Detective 2 (2008). Il coordinamento dell’intera giornata è affidato a enrico ghezzi, il primo, dobbiamo ricordare, a far conoscere in Italia, su Rai 3, le opere di questo regista.

Domenica 5 luglio, al Teatro Dal Verme, una “prima chiusura” della Milanesiana, con una serata intitolata “Il dialogo invisibile che esiste”. A confronto Elie Wiesel (Premio Nobel per la Pace 1986) e l’arcivescovo Rino Fisichella, che ci offriranno due letture sui principi dell’ebraismo e del cristianesimo. Questi interventi saranno preceduti da due prologhi, il primo affidato al filosofo Giovanni Reale, il secondo al giornalista e scrittore Alain Elkann. Una prima conclusione, dicevo, perché ci si confronta, in questa serata, con l’Invisibile per eccellenza, che è l’Assoluto, dialogando anche sui principi che accomunano e distinguono la religione cristiana e quella ebraica.
A seguire un concerto di Anne Ducros, cantante francese formatasi sulla musica barocca e consacratasi al jazz a partire dalla metà degli anni ottanta, e che nel 2008 Franco Battiato ha invitato a cantare in Fleurs 2 un’inedita versione di Sitting on the Dock of the Bay. Variazioni Battiato è il titolo della sua performance, sui temi religiosi messi in musica dallo stesso Franco Battiato. Armando Torno, editorialista del “Corriere della Sera”, introduce la serata.

Lunedì 6 luglio, al Teatro Dal Verme, si conclude la Milanesiana 2009 con una straordinaria serata a sorpresa tra letteratura, musica, cinema.

E per non chiudere in senso assoluto, la Milanesiana riprende il mattino seguente, alla Fondazione Corriere della Sera, luogo di tutti i dibattiti della Milanesiana, con un incontro apparentato all’Invisibile che vedrà ospiti Gianna Nannini e Edoardo Nesi, nel quale verranno ripercorse le straordinarie tappe della carriera della cantautrice. Nel pomeriggio infine, sempre presso la Fondazione Corriere della Sera, la chiusura definitiva del Festival sarà affidata ad Antonio Gnoli, in un incontro dedicato al ricordo del filosofo Franco Volpi, recentemente scomparso. Ad animare il dibattito, intitolato Dai titani allo sciamano, saranno presenti Remo Bodei, Massimo Cacciari, Maurizio Ferraris, Giacomo Marramao, Gianni Vattimo.

Così, alla fine di questo percorso, La Milanesiana 2009, alla sua decima edizione, avrà visto 13 incontri letterari, con 45 scrittori di fama internazionale; 12 incontri intorno al Cinema; 10 concerti con 12 musicisti più le loro relative orchestre; 2 incontri con scienziati; 14 aperitivi con l’autore, con oltre 60 ospiti – regalando a Milano una finestra sul mondo e sulla cultura.

V.A.

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