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Una valvola di nuova generazione nel cuore di un anziano bergamasco di 82 anni impiantata in anestesia locale: primo caso all’Istituto Clinico Sant’Ambrogio di Milano

Ultimo aggiornamento il 5 Maggio 2022 – 16:09

La procedura, effettuata in sedazione cosciente con il “solo” ausilio dei raggi X e
dell’ecocardiografia transtoracica, ha scongiurato il rischio di dialisi

(mi-lorenteggio.com) Milano, 5 maggio 2022 – Una valvola di nuova generazione, la Hydra, nel cuore di un anziano bergamasco di 82 anni impiantata in anestesia locale con sedazione cosciente e senza l’impiego di mezzo di contrasto iodato per non aggravare la pre-esistente insufficienza renale severa: sono questi gli elementi dello straordinario intervento portato a termine con successo dall’équipe del dottor Maurizio Tespili, responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia dell’Istituto Clinico Sant’Ambrogio di Milano e coordinatore dell’Area
Cardiologica degli Istituti Ospedalieri Bergamaschi (Gruppo San Donato).

Il paziente aveva subito, circa 20 anni fa, un intervento cardiochirurgico di sostituzione
valvolare aortica con posizionamento di una bioprotesi, che nel tempo è degenerata
rendendone quindi necessaria la sostituzione. La procedura di sostituzione percutanea
delle bioprotesi degenerate (TAVI “valve-in-valve”) necessita normalmente dell’utilizzo
del mezzo di contrasto, strumento essenziale che permette ai cardiologi interventisti di
avere una visione più nitida sulla sede di posizionamento della bioprotesi trans-catetere.
Tuttavia, in questo specifico caso, lo stesso mezzo di contrasto avrebbe potuto causare un
danno renale irreversibile, costringendo il paziente alla dialisi.

L’équipe – formata dal dottor Maurizio Tespili, dottor Alfonso Ielasi e dottor Massimo
Medda – ha quindi elaborato una procedura “alternativa”, più complessa e tecnicamente
impegnativa, per preservare i reni del paziente, escludendo l’impiego del mezzo di
contrasto e intervenendo unicamente sotto la guida dei raggi X e dell’ecocardiografia
transtoracica. Si tratta di un primato internazionale per l’ospedale milanese in relazione
all’utilizzo con questa tecnica, priva di contrasto, della nuova bioprotesi valvolare aortica
Hydra.

Applicando la procedura standard, impiegando quindi il mezzo di contrasto, avremmo risolto con successo la patologia valvolare cardiaca, ma al contempo avremmo condannato il paziente alla dialisi. Creare un danno per risolvere un problema non era accettabile” ha affermato il dottor Tespili. “Abbiamo quindi scelto di percorrere una strada diversa, più complessa, che ci ha permesso di raggiungere il nostro scopo,ovvero sostituire la bioprotesi valvolare aortica degenerata, ma senza danneggiare i reni. Questo è stato possibile solo grazie alla grande esperienza della mia équipe”.

L’intervento è durato 1 ora e 15 minuti ed è stato eseguito in anestesia locale con sedazione
cosciente, dunque con il paziente sveglio e reattivo. L’intervento, che ha comportato una
breve degenza, ha risolto in maniera definitiva la problematica del paziente che dovrà
sottoporsi solamente alle consuete visite periodiche di follow-up.

L’Istituto Clinico Sant’Ambrogio è parte dal Gruppo San Donato dal 1987. Il Gruppo San Donato (GSD), fondato nel 1957, è oggi fra i primi gruppi ospedalieri europei e il primo in Italia. È costituto da 56 sedi, di cui tre IRCCS (Policlinico San Donato, Ospedale San Raffaele, Istituto Ortopedico Galeazzi). Questi numeri si traducono in una capillare presenza in tutte le principali province lombarde (Milano, Monza, Como, Pavia, Bergamo, Brescia), alle quali si aggiunge Bologna. Cura oltre 4,7 milioni di pazienti all’anno, in tutte le specialità riconosciute, essendo tra i leader, a livello nazionale e internazionale, in Cardiochirurgia, Cardiologia, Chirurgia Vascolare, Neurochirurgia, Ortopedia e Cura dell’Obesità.
Realizza l’80% dell’attività clinica in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Conta 17.000 collaboratori, di cui più di 7.000 medici. Oltre all’eccellenza dell’attività clinica, ciò che rende unico GSD in Europa è la qualità dell’attività di didattica universitaria e di ricerca scientifica: 380 docenti e circa 1.200 ricercatori, 3.000 studenti, 539 specializzandi, 2.178 pubblicazioni scientifiche all’anno per 10.048 punti di Impact Factor.

V.A.

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