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Proverbio: Luglio poltrone porta la zucca col melone

AUTONOMIA, ASSESSORE GALLI: NON ALIMENTIAMO DISCUSSIONI FACENDO LEVA SU ARGOMENTI DEL TUTTO INFONDATI

Ultimo aggiornamento il 15 Giugno 2022 – 18:36

(mi-lorenteggio.com) Milano, 15 giugno 2022 – Non è questo il modo di condurre e sviluppare il dibattito su un tema così importante come quello del regionalismo differenziato. Non si può alimentare una discussione pubblica facendo leva su argomenti del tutto infondati”. Lo afferma Stefano Bruno Galli, assessore all’Autonomia e alla Cultura della Regione Lombardia, intervenendo nel dibattito sull’Autonomia dopo il ‘question time’ di oggi alla Camera.

“Si stanno strumentalizzando, confondendo e mischiando ad arte dei concetti importanti – prosegue Galli – per generare polveroni inutili e buttare la palla in tribuna. La realtà delle cose è un’altra. Il regionalismo differenziato rappresenta invece un’opportunità per l’intero Paese. Innovazione istituzionale, efficienza e responsabilità: solo così, con l’autonomia differenziata, il sistema si dimostrerebbe dinamico e moderno, capace di adattarsi al mutamento in atto, pena l’esclusione dalla storia”.

“Non è la secessione dei ricchi, che nessuno vuole. Tutti – aggiunge l’assessore all’Autonomia – vogliamo la più rapida determinazione dei fabbisogni standard e dei LEP. Ma sono 13 anni che aspettiamo e non possiamo neppure continuare a frustrare le istanze di territori interi e di milioni di cittadini che si sono già espressi, ormai quasi cinque anni fa, con una procedura democratica e partecipativa, quale il referendum consultivo territoriale del 22 ottobre 2017 in Lombardia e Veneto”.

“Definire l’autonomia, per altro costituzionalmente garantita – conclude l’assessore Stefano Bruno Galli – come la secessione dei ricchi significa negare il cambiamento e l’innovazione, alimentare le paure e tradire lo stesso spirito costituzionale. Dire che la spesa storica avvantaggerebbe le regioni del Nord è del tutto privo di fondamento scientifico, perché la spesa storica ha sempre premiato chi spendeva di più e peggio, non certo le regioni più virtuose e più efficienti. L’auspicio è che il dibattito sull’autonomia abbandoni le strumentalizzazioni ideologiche e rientri nei binari della serietà e della competenza. Senza inutili proclami demagogici. Sarebbe anche ora”. (LNews)

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