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Proverbio: Aprile fa il fiore e maggio si ha il colore

Mercatino Enogastronomico della Certosa a Morimondo

In trasferta e in casa: il 2 ed il 4 giugno doppietta di appuntamenti per il MEC sulla Strada delle Abbazie

A Morimondo, alle porte di Milano, e a Certosa di Pavia: il primo fine settimana di giugno si apre con le eccellenze del Mercatino Enogastronomico della Certosa

(mi-lorenteggio.com) Pavia, 1° Giugno 2023 – 2 ghiotte occasioni per il ponte del 2 Giugno: l’appuntamento, per golosi, foodies e aficionados della gita fuori porta, sarà con il MEC-Mercatino Enogastronomico della Certosa e le sue eccellenze “in viaggio”. Venerdì 2 Giugno il MEC andrà in trasferta a Morimondo (Mi), borgo slow alle porte di Milano e meta ideale a corto raggio che permette di scoprire la storia e l’architettura di una delle più belle abbazie romaniche d’Europa.

Decine i produttori ed espositori che animeranno la Corte dei Cistercensi offrendo in degustazione a golosi e turisti prodotti tutti a filiera corta quali riso del Pavese, salame di Varzi, formaggi e salumi dell’Oltrepò, dolci come le offelle di Parona, praline e pasticceria secca, grappe e birra artigianale. Ed ancora miele, vini, salumi di suino e d’oca, pasta fresca, confetture, distillati, olio. Nel ricco catalogo del MEC anche semi rurali, antichi e rari in agricoltura bio-rigenerativa, senza l’uso di prodotti chimici; prodotti rifermentati, kefir, fermenti probiotici. Tra i banchi del mercato anche prodotti di bellezza, creme e saponi naturali e nutrienti per la pelle.

Meteo permettendo, Morimondo è facilmente raggiungibile anche in bicicletta, oltre che in auto e con il treno.

A Morimondo l’occasione per nutrire non solo il corpo ma anche lo spirito: anche a giugno ci sarà la possibilità di visitare il complesso monastico con accompagnamento di operatori, solo su prenotazione (info e prenotazioni scrivendo a fondazione@abbaziamorimondo.it  o chiamandolo 02 9496 1919). Venerdì 2 giugno  le visite guidate verranno effettuate alle 11:00, alle 15:30 e alle 16:30.

Domenica 4 Giugno, squadra vincente non si cambia: il MEC-Mercatino Enogastronomico della Certosa giocherà in casa a Certosa di Pavia, nell’area antistante il monastero. A partire dalle 10, sapori genuini in scena con i produttori e le loro eccellenze a chilometro vero, dall’antipasto al dolce, vini DOC e distillati compresi.

La storia di Morimondo ruota intorno alla vicende della sua abbazia e dei monaci dell’ordine dei Cistercensi che la fondarono: giunti nel 1134, dodici monaci del monastero di Morimond in Borgogna diedero inizio alla costruzione del monastero, concluso solo nel 1297. La basilica, sorta in periodo successivo alla costruzione del monastero (dal 1182), è oggi il monumento di maggior importanza di Morimondo. Rispecchia il disegno delle chiese cistercensi voluto da S. Bernardo: grandiose e solenni in contrasto con l’austerità e la povertà della vita dei monaci, cui è attribuito il merito di aver intrapreso l’opera di bonifica e valorizzazione agricola del territorio. L’esterno in mattoni è in stile gotico francese con elementi romanico-lombardi; la facciata presenta un taglio a capanna, il portale è preceduto da un pronao (porticato posto davanti alla chiesa) aggiunto nel 1736. Un rosone centrale, bifore, aperture cieche e altre a cielo aperto definiscono la parte superiore, coronata da una fila di archetti che continuano sui fianchi. L’interno di forma basilicale, a 3 navate su pilastri con volte a crociera, con transetto e abside rettangolare. Opere: entrando a destra si nota una magnifica acquasantiera trecentesca con rosoni e teste fantastiche. Degno di nota il coro, commissionato dai monaci di Settimo Fiorentino, stabilitisi a Morimondo nel 1490, all’intagliatore abbiatense Francesco Giramo, che lo concluse nel 1522.

La Certosa di Pavia è stata dichiarata monumento nazionale italiano nel 1866 diventando così proprietà del Regno d’Italia. Eretta a partire dal 1396 per volere di Gian Galeazzo Visconti come sacello funebre della famiglia, il monastero fu ultimato nel 1452 e la chiesa nel 1473. La facciata venne realizzata successivamente dai fratelli Mantegazza e da Giovanni Antonio Amadeo (la parte inferiore) e da Lombardo nel XVI secolo (la parte superiore). La facciata, marmorea, è stata disegnata tassello dopo tassello da scultori e architetti, con angeli, monarchi e statue di santi. Un autentico tripudio di affreschi, ori, lapislazzuli e lacche e un’arte unica: bassorilievi e dipinti famosi come il “Padre eterno benedicente” del Perugino si vanno a sommare alle figure dipinte dagli antichi Certosini, che si affacciano dall’alto da finestre trompe l’oeil.

V.A.

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